Parlamento europeo

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(Strasburgo) «La voce del Parlamento e le decisioni del Parlamento, specie quando sono così a grande maggioranza devono essere rispettate di più». È il presidente David Sassoli a rivendicare con fermezza, in conferenza stampa a margine dell'incontro con il premier finlandese Antti Rinne, un ruolo più incisivo per il Parlamento. Il riferimento è alla gestione dei flussi dei migranti e alla riforma dell'accordo di Dublino che è stata votata in emiciclo il 16 dicembre del 2017 e poi «messa in un cassetto», ha segnalato Sassoli.

(Strasburgo) «Adesso possiamo cominciare a costruire un futuro migliore per l'Europa»: parole del primo ministro finlandese Antti Rinne che hanno aperto il suo intervento nella plenaria del Parlamento stamane a Strasburgo, in riferimento all'elezione di Ursula von der Leyen a presidente della Commissione europea. Parole di apprezzamento anche per la qualità di genere raggiunta alle alte cariche dell'Ue. E poi il discorso: «Le fondamenta dell'Europa sono state poste in un continente diviso»; ora i «Paesi hanno capito che insieme siamo più forti» e che «l'unità è necessaria».

Con 383 sì rispetto ai 374 necessari, e 327 contrari, la politica tedesca, esponente dei popolari, si assicura il ruolo di futuro presidente dell'Esecutivo: entrerà in carica dal 1° novembre. Un programma di lavoro ricco, ambizioso, forse un po' utopistico, che convince i gruppi politici «europeisti» e lascia fuori dalla maggioranza sovranisti, verdi e sinistra.

A un mese dalle votazioni del 23-26 maggio, l'Euroassemblea si prepara alla sessione d'insediamento che si svolgerà dal 2 al 4 luglio a Strasburgo. Una valutazione dei risultati elettorali e della composizione del nuovo emiciclo sembra smentire molte delle previsioni della vigilia. Mentre sul futuro dell'Ue ci sono più interrogativi che certezze

Dopo le elezioni europee, che hanno visto in Italia una netta affermazione della Lega, il governo giallo-verde vorrebbe contare di più nei palazzi dell'Unione e invece si trova indebolito, non solo dal voto, ma anche dalla situazione economica del Paese in questo ultimo anno. L’Italia rischia di rimanere senza posti e senza alleati mentre si avvicinano scadenze per noi decisive.

(Bruxelles) Cominciano oggi i lavori per definire le priorità politiche che il Parlamento europeo intende affidare al prossimo mandato della Commissione europea. Attorno al tavolo dieci negoziatori di quattro gruppi politici (Popolari Ppe, Socialisti e democratici S&D, Liberaldemocratici Alde e Verdi), che dovranno redigere un programma entro il 17 giugno, prima del Summit in cui saranno i capi di Stato e di governo a definire le proprie linee (20-21 giugno) per il futuro e le principali cariche comunitarie. 

Colpisce lo spostamento a destra dell’asse della nostra politica nazionale. Salvini, il vero trionfatore delle Europee, ha il suo interlocutore naturale sempre meno nel M5S e sempre più in Fratelli d’Italia. Ora ha tutto l’interesse a promettere lunga vita al governo, sapendo di avere il coltello dalla parte del manico. E i cattolici? sempre più irrilevanti.Se la crisi politica attuale dovesse aggravarsi, sarà stato anche per colpa loro.