Parlamento europeo

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(Bruxelles) Il Regno Unito «deve rispettare pienamente la volontà della maggioranza dei cittadini senza ulteriori indugi» e «procedere alla notifica ufficiale di recesso dall’Ue», prima di poter trovare un accordo sulle nuove relazioni con l’Ue. Il Parlamento europeo, riunito questa mattina in sessione straordinaria, a poche ore da un decisivo summit dei capi di Stato e di governo Ue, ha votato una risoluzione che chiama in causa le responsabilità del governo di Londra dopo il referendum sul Brexit.

«In un processo libero e democratico il popolo britannico ha espresso il suo desiderio di lasciare l’Unione europea. Siamo spiacenti per questa decisione ma la rispettiamo». I leader delle istituzioni Ue intervengono ufficialmente sul Brexit: prendono la parola, congiuntamente Juncker (Commissione), Tusk (Consiglio europeo), Rutte (Consiglio dei ministri Ue) e Schulz (Europarlamento).

(Bruxelles) «La nazione palestinese vuole vivere in piena sovranità» e l’Ue, «avendo un ruolo importante, sta contribuendo a creare uno Stato palestinese embrionale»: lo ha affermato oggi il presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas, intervenendo nell’emiciclo del Parlamento europeo a Bruxelles. Ieri era invece intervenuto il Presidente israeliano Reuven Rivlin.

La Commissione illustra a Strasburgo due differenti proposte. La prima è un piano per lo sviluppo economico e sociale di Paesi africani e mediorientali dove si originano i flussi verso l'Ue. La seconda riguarda l'integrazione dei lavoratori stranieri, di cui la «nonna Europa» può avere necessità. La parola ora passa a Europarlamento e Consiglio degli Stati. Ma rimangono, irrisolti, tutti i problemi urgenti legati all'accoglienza dei migranti e al diritto d'asilo.

La sessione plenaria dell'Assemblea di Strasburgo ha messo ai voti - dopo un precedente dibattito in aula - una risoluzione intitolata «Sterminio sistematico delle minoranze religiose da parte dell’Isis». Non si tratta di un semplice atto simbolico, perché il testo «apre la strada a misure preventive e ulteriori azioni per fermare» le persecuzioni «in corso contro i cristiani, gli yazidi e altre minoranze etniche». Ora spetta all'Onu agire con determinazione.

(Strasburgo) – «La voce dei cittadini europei, che si è levata alta in questi giorni per chiedere di combattere la barbarie, è stata testimonianza della pressante domanda di unità dell’Europa». È un passaggio del discorso tenuto oggi dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di fronte all’emiciclo di Strasburgo.