Pasqua

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«Se la Pasqua non incrocia la vita della gente, nelle sue molteplici contraddizioni, nelle fatiche, nelle speranze, nelle gioie e delusioni di ogni giorno, quella non è la Pasqua di Gesù». Lo scrive il vescovo di Prato, mons. Franco Agostinelli, nel suo messaggio di auguri alla Diocesi e alla città. Il testo integrale.

«Nella storia della Chiesa e nella storia di ciascuno di noi» può sembrare «che i passi compiuti non giungano mai alla meta» e «insinuarsi l’idea che la frustrazione della speranza sia la legge oscura della vita«: «Oggi, però, scopriamo che il nostro cammino non è vano, che non sbatte davanti a una pietra tombale». Lo ha detto Papa Francesco presiedendo, nella Basilica Vaticana, la solenne Veglia Pasquale nella Notte Santa. 

Come Natale è il perno delle feste fisse, radicato in fenomeni solari, Pasqua è quello delle feste mobili che armonizza i fenomeni naturali della vegetazione. Espressioni di un tempo ma che restano ancora oggi in uso sono «Pasqua bassa» (se cade fino al 31 marzo), «Pasqua media» (entro la prima metà di aprile e «Pasqua alta» se, come quest'anno, cade dal 16 al 25 aprile.

Pasqua e Pasquetta al galoppo sulla spiaggia di San Vincenzo (LI) con la seconda edizione della Quintana Storica in agenda domenica 21 aprile (dalle 15.00) e con la tredicesima edizione del Palio della Costa Etrusca in programma a Pasquetta, lunedì 22 aprile (dalle 14.30) con la sfida tra i migliori fantini di Piazza del Campo in groppa ai più veloci cavalli montati a pelo d’Italia.

Nella preghiera conclusiva della Via Crucis al Colosseo, Papa Francesco ha fatto un elenco di tutte  le «croci del mondo»: dai migranti ai bambini, dalla «umanità che vaga nel buio dell’incertezza e dell’oscurità della cultura del momentaneo» alle famiglie «spezzate dal tradimento, dalle seduzioni del maligno o dall’omicida leggerezza e dall’egoismo»... Ecco il testo integrale.

«Oggi vogliamo contemplare il Crocifisso proprio in questa veste: come il prototipo e il rappresentante di tutti i reietti, i diseredati e gli ‘scartati’ della terra, quelli davanti ai quali si volta la faccia da una altra parte per non vedere». È l’inizio dell’omelia tenuta da padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, durante la celebrazione della Passione del Signore, presieduta questo pomeriggio dal Papa nella basilica di San Pietro.

Un appello a farsi carico dei «nuovi crocifissi» di oggi e dei «troppi calvari sparsi per il mondo». A lanciarlo è suor Eugenia Bonetti, nelle meditazioni scritte per la Via Crucis su incarico del Papa. Le storie di madri, bambini, migranti, vittime delle tratta e di trafficanti senza scrupoli, mentre noi ci rintaniamo nelle nostre «cittadelle blindate», sono un invito a farsi carico di queste «vie dolorose» rompendo il circolo colpevole del silenzio, dell'ipocrisia e dell'indifferenza. Tutti siamo responsabili, ognuno di noi può fare qualcosa. Soprattutto le donne