Pasqua

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"L’Ucraina, la nostra Europa, il mondo invoca la vita e la pace e chiede come poterla sperare. Non sono le armi a poterla garantire, non sono gli equilibri geopolitici a poterla disegnare, non è la prepotenza o al contrario la paura a poterla favorire". Sono le parole del cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, nella messa nel giorno di Pasqua. Al canto del Gloria, lo Scoppio del Carro: percorso completo per la Colombina, segno di buon presagio.

Dopo due anni di limitazioni, quest'anno la Pasqua ritrova tutti i suoi riti. La «madre di tutte le veglie» ha una grande ricchezza di segni che è bello ripercorrere: ci aiuta don Roberto Gulino, liturgista della diocesi di Firenze e insegnante di liturgia alla Facoltà teologica dell’Italia centrale.

Sono 722 i permessi per le festività pasquali concessi da Israele ai cristiani di Gaza che potranno restare fuori la Striscia fino a tre mesi, una validità prolungata dalla Autorità israeliane, “per noi un fatto inedito”. “Altri permessi dovrebbero arrivare in queste ore”. Si respira un clima tranquillo nella piccola parrocchia cattolica della sacra Famiglia di Gaza nelle ore che precedono la Pasqua.

“La Settimana Santa per noi è già iniziata. Stasera arriverà a Kiev in nunziatura il cardinale Konrad Krajewski, inviato speciale del Santo Padre per gli aiuti umanitari in Ucraina. Sarà quindi una bellissima occasione per vivere tutto il triduo pasquale insieme a Sua Eminenza che per me sarà anche un segno di grandissima vicinanza del Papa in persona”.