Pasqua

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La celebrazione della Resurrezione del Signore come occasione propizia per «fermarsi un po' di più a pensare, considerare, ascoltare e ascoltarsi, discernere e non voler vincere per forza, gridando», in un mondo dove tutto è troppo veloce e dove la violenza sembra farla da padrona. È questo l’invito che il vescovo di Grosseto, Rodolfo Cetoloni, rivolge nel suo messaggio pasquale alla Diocesi e alla comunità civile.

Sarà il Sepolcro di Gesù, completamente restaurato, ad accogliere le migliaia di pellegrini e fedeli che arriveranno a Gerusalemme per la Pasqua. Quest'anno la data del 16 aprile sarà unica per tutte le Chiese sia di Oriente sia di Occidente. Ma sarà anche un tempo di preghiera per tutte quelle comunità cristiane, specie di Siria e di Iraq, che vivono a causa delle guerre e delle persecuzioni, una Via Crucis che sembra non finire mai.

Unità delle Chiese ed ecumenismo del sangue. Questi i due argomenti trattati dal Patriarca Bartolomeo I nell'intervista esclusiva al Sir per la solennità di Pasqua. E ai fratelli cristiani perseguitati e martiri del Medio Oriente, dice: «Cristo ha promesso che non avrebbe lasciato orfani i suoi. Questa è la nostra unica speranza e la nostra unica fonte di ottimismo»

«È importante che un vescovo nel momento più alto della vita della Chiesa che è la Pasqua parta proprio dalle situazioni più periferiche dove c’è più bisogno di un messaggio di sostegno, di luce e di incoraggiamento». Così l’arcivescovo di Firenze, card. Giuseppe Betori, in una dichiarazione diffusa dall’Ufficio stampa della diocesi.

Dal presepe a grandezza naturale al santo sepolcro. La creatività degli artigiani della parrocchia di Santa Maria a Campi Bisenzio non finisce di stupire. In occasione della Pasqua è stato riprodotto, scavato nella roccia, il luogo dove fu deposto il corpo di Gesù, morto crocifisso.

I confratelli di Sant'Agata hanno preparato, a Radicofani, una struttura che simboleggia il Calvario. Ovvero, una quinta costruita appositamente con rami di bosso intrecciati, alta sette metri, con piccole luci che la illuminano, alla cui sommità si trovano tre croci. Questa pia pratica fu introdotta introdotta in Italia dai Gesuiti all’inizio del 1700, e ormai è eseguita solo a Radicofani.