Pasqua

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La Domenica delle Palme, solenne apertura della Settimana Santa, costituisce, per il popolo cristiano, un appuntamento importante, che riempie le nostre chiese al pari, e talvolta più, della stessa veglia pasquale. Per certi versi esso ci riporta al cuore dell’evento cristiano, per altri evidenzia alcune ambiguità nel modo in cui esso è stato tradizionalmente accolto dalla religiosità popolare.

«La Settimana Santa parabola della vita; paradigma, meglio, della vita; percorso cioè che sintetizza il cammino che siamo chiamati a compiere per rispondere alla nostra vocazione. La nostra esistenza in fondo è una grande ‘settimana santa’». Lo scrive mons. Fausto Tardelli, vescovo di Pistoia, nelle «Meditazioni per la Settimana Santa», pubblicate sul sito della diocesi toscana. 

Un appello ai fedeli del mondo affinché esprimano «fraterna solidarietà e condivisione con la Chiesa che vive in Terra Santa, con generosità, attraverso la Colletta pro Terra Sancta del Venerdì Santo»: a lanciarlo è il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, in un messaggio, pervenuto al Sir, in cui ricorda gli 800 anni di presenza francescana in Terra Santa e l'incontro, in piena Quinta Crociata, a Damietta, tra san Francesco e il sultano Malek El Kamel.

«L'atteggiamento più pericoloso di ogni vita cristiana è l'orgoglio». Ne è sicuro il Papa, che nella catechesi dell'udienza di oggi si è soffermato sulla seconda invocazione della seconda parte del Padre Nostro: «Rimetti a noi i nostri debiti». «La giornata non è tanto bella, ma buongiorno lo stesso!», ha esordito Francesco a braccio riferendosi alla giornata di pioggia sulla Capitale.

Domenica 8 aprile, giorno in cui si celebra la Pasqua ortodossa, non sarà un giorno festivo in Palestina. Le decisione del governo palestinese, guidato dal premier Rami Hamdallah, sta provocando «scontento e preoccupazione non solo tra i fedeli cristiani e cattolici ma anche tra molti musulmani». A rivelarlo al Sir è padre Jamal Khader, parroco della parrocchia latina della «Sacra Famiglia» nella capitale palestinese, Ramallah. 

«C’è ancora posto per Cristo in questa città? E c’è attenzione tra noi per la famiglia, nella sua autentica identità e nel suo ruolo esclusivo, di luogo della vita, essenziale per la promozione della società?». Sono gli interrogativi posti ieri dall’arcivescovo di Firenze, il card. Giuseppe Betori, nell’omelia pronunciata nel corso della celebrazione eucaristica che ha presieduto in cattedrale nel giorno di Pasqua.