Pasqua

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Domenica 8 aprile, giorno in cui si celebra la Pasqua ortodossa, non sarà un giorno festivo in Palestina. Le decisione del governo palestinese, guidato dal premier Rami Hamdallah, sta provocando «scontento e preoccupazione non solo tra i fedeli cristiani e cattolici ma anche tra molti musulmani». A rivelarlo al Sir è padre Jamal Khader, parroco della parrocchia latina della «Sacra Famiglia» nella capitale palestinese, Ramallah. 

«C’è ancora posto per Cristo in questa città? E c’è attenzione tra noi per la famiglia, nella sua autentica identità e nel suo ruolo esclusivo, di luogo della vita, essenziale per la promozione della società?». Sono gli interrogativi posti ieri dall’arcivescovo di Firenze, il card. Giuseppe Betori, nell’omelia pronunciata nel corso della celebrazione eucaristica che ha presieduto in cattedrale nel giorno di Pasqua.

Flora e fauna sono universi strettamente connessi e anche gli animali partecipano come metafore e simboli dell’evento pasquale, come il pettirosso che toglie la spina dal capo di Cristo e conserva sul petto la macchia di sangue, o la rondine che accompagna il pianto di Maria.

«Fino alla predicazione, alla morte di Gesù non c’è bisogno di fede: è storia...  Con la morte e resurrezione tutto cambia. Da quel momento in poi solo la fede ci permette di entrare in contatto con Lui». Lo scrive il vescovo di Massa Carrara-Pontremoli, mons. Giovanni Santucci, nel suo messaggio di Pasqua in cui invita a guardare con occhi di fede al mistero della Resurrezione, che ci dona una certezza: «la morte non è invincibile».

«Il giorno di Pasqua ci invita al cambiamento, ci chiede di diventare donne e uomini nuovi». Lo scrive il vescovo di Prato, mons. Franco Agostinelli, nel messaggio di Pasqua, dedicato in particolare alle famiglie («In particolare a quelle che stanno vivendo un momento di difficoltà causato dalla mancanza di lavoro o perché stanno vivendo situazioni di malattia e sofferenza») e ai giovani («vorremmo starvi accanto, non per dare lezioni, ma per ascoltarvi, per condividere, per camminare insieme»).

«La Vita risorta pervase il tempo e scese nel profondo del mondo e raccolse quella sospesa di ognuno, dai Padri fino a tutti gli ultimi, gli scartati, i dimenticati.». La riflessione pasquale del vescovo di Grosseto, padre Rodolfo Cetoloni.

La «Pasqua è capace di ridare inizio alla vita anche dentro l'estremo fallimento della morte!». Lo scrive il vescovo di Grosseto, mons. Rodolfo Cetoloni, nel suo messaggio di Pasqua che riprendendo le parole di Papa Leone Magno invita a non arrendersi mai, «neanche quando la delusione ti avvilisce, neanche quando l'errore ti scoraggia».