Pellegrinaggi

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Incontrando un gruppo di giornalisti della Fisc, la Federazione italiana dei settimanali cattolici, in questi giorni nel Regno Hashemita nell’ambito di un viaggio promosso dalla stessa Federazione e dall’8×1000, il Patriarca latino di Gerusalemme, mons. Pizzaballa, rilancia un appello per i pellegrinaggi.

Il vescovo di Grosseto, il francescano Rodolfo Cetoloni, spiega com’è nata l’idea di un grande pellegrinaggio dei toscani nella terra di Gesù. Un’esperienza di grazia, ma anche un gesto di solidarietà verso i cristiani locali. La partenza dei pellegrini toscani sarà in due fasi: dal 27 dicembre 2016 al 3 gennaio 2017 e dal 28 dicembre al 4 gennaio.

«Siamo tutti nati qui». Così il card. Giuseppe Betori, nel suo saluto ad Amir Halevi, direttore generale del Ministero del Turismo di Israele che ha ricevuto ieri i vescovi toscani nella sede del Ministero del Turismo di Israele a Gerusalemme. All’incontro erano presenti anche il patriarca latino di Gerusalemme, mons. Fouad Twal, e padre Ibrahim Faltas della Custodia di Terra Santa.

Toccherà Nazareth, Gerusalemme e Betlemme il pellegrinaggio in Terra Santa, dal 6 al 9 giugno, organizzato dalla Conferenza Episcopale Toscana. Il viaggio prevede incontri con il nuovo Custode di Terra Santa e con autorità civili sia palestinesi che israeliane oltre alle visite ad alcuni dei luoghi santi più importanti. Ce ne parla mons. Rodolfo Cetoloni.

Il 2015 è stato l’«anno horribilis» per i Pellegrinaggi in Terra Santa. A lanciare l’allarme è padre Pierbattista Pizzaballa, Custode di Terra Santa. Per cercare di invertire la situazione si è costituito un coordinamento toscano (di cui fa parte anche il nostro settimanale) per cercare di rilanciarli.

Con l’inizio del Giubileo straordinario della Misericordia, si stanno scaldando i motori del progetto «Ospitalità misericordiosa», promosso dal portale www.ospitalitareligiosa.it, che ha l’obiettivo di aprire le porte delle strutture di ospitalità religiose e laiche (conventi, monasteri ma anche hotel e case per ferie) ad un gesto di vera misericordia per l’Anno giubilare.