Don Lorenzo Milani

Ultimi contenuti per il percorso 'Don Lorenzo Milani'

Quando don Milani morì ai suoi funerali a Barbiana c’erano soprattutto contadini con il collo abbrustolito dal sole come scrisse un giornalista de «La Nazione» fra i pochi presenti. Nei giorni scorsi c’è venuto il Papa. Verrebbe voglia di dire «finalmente», se lo stesso Papa Francesco non ci avesse messo in guardia contro la versione facile della riabilitazione postuma.

Un pastore deve essere appassionato, deve saper discernere ma deve anche saper denunciare il male. Lo ha detto Papa Francesco nella Messa del mattino a Casa Santa Marta prendendo spunto dalla prima lettura e dalle parole di San Paolo nella Seconda Lettera ai Corinzi. Non si può essere un vero pastore senza lo zelo apostolico, senza questo fuoco dentro, ha spiegato il Pontefice. Ma il pastore, come fa Paolo con i corinzi, deve anche saper discernere dove ci sono i pericoli e dove c’è invece la vera strada per le sue pecore. E infine deve saper denunciare il male, con nome e cognome: i giudaizzanti, gli idolatri e i mercenari.

La Chiesa riconosce nella vita di don Lorenzo Milani un modo esemplare di servire il Vangelo, i poveri e la Chiesa stessa. Lo ha sottolineato Papa Francesco nel giardino della canonica di Barbiana, dopo aver pregato in privato sulla tomba del sacerdote fiorentino scomparso nel 1967, nella seconda tappa del pellegrinaggio che in mattinata lo aveva portato sulla tomba di don Primo Mazzolari.
In questa piccola frazione sulle colline del Mugello, accompagnato dall’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, il Papa ha ricordato che il suo gesto non cancella le amarezze che hanno accompagnato la vita di don Milani, ma è una risposta alla richiesta che questo prete “trasparente e duro come un diamante".

«Tutto nasce dal suo essere prete». Papa Francesco, dopo aver pregato sulla tomba di don Lorenzo Milani, ha rimarcato con forza le motivazioni profonde dell'impegno del priore di Barbiana per i poveri (testo integrale). «Il gesto che oggi ho compiuto - ha detto il Papa - vuole essere una risposta a quella richiesta più volte fatta da don Lorenzo al suo Vescovo.. di essere riconosciuto e compreso nella sua fedeltà al Vangelo».