Elia Dalla Costa

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Stamani Papa Francesco ha ricevuto in udienza il cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, e autorizzato la promulgazione di una serie di decreti. Tra questi uno riguarda l'arcivescovo di Firenze, il cardinale Elia Dalla Costa. Il card. Giuseppe Betori ha espresso la gratitudine al Papa della Chiesa fiorentina.

Il cardinale Elia Dalla Costa, arcivescovo di Firenze dal 1931 al 1958, potrebbe essere presto nominato "venerabile": a fine mese infatti si riunirà la plenaria della Congregazione per le Cause dei Santi che potrebbe dare il via libera al decreto per il riconoscimento delle virtù eroiche, da sottoporre poi alla firma del Papa.

Un depliant per sostenere la preghiera per la beatificazione dei servi di Dio Elia Dalla Costa, Giorgio La Pira e Giulio Facibeni. Titolato «La santità nella Chiesa fiorentina», verrà distribuito domani in tutte le Chiese dell’arcidiocesi di Firenze, «grata al Signore per tanti testimoni di fede che hanno camminato con noi illuminando con la loro fede il nostro cammino».

Oggi in Palazzo Vecchio la consegna della medaglia di «Giusto fra le nazioni» alla memoria del Cardinale (leggi servizio). Intorno all’Arcivescovo di Firenze si attivò una rete di protezione che consentì di salvare moltissimi ebrei. Una cinquantina di luoghi religiosi coinvolti, tra conventi e parrocchie, oltre cinquecento persone (tra cui tantissime donne) che collaborarono rischiando la propria vita.

Il Cardinale è andato a fare Natale con i suoi», questo il commento, alla sua morte, di un visitatore della salma. Il Cardinale Alfredo Ottaviani, Prefetto del Santo Offizio, in quella circostanza scrive: «Elia Dalla Costa è figura illuminante che fa abbassare gli sguardi e piegare le ginocchia anche da morto; anzi più oggi da morto, quando - senza anticipare il giudizio che spetta solo alla Chiesa - lo sentiamo presente, in continua benedizione, con l'aureola dei Santi». Nell'anniversario della morte del cardinale (22 dicembre 1961), ecco alcune testimonianze sulla devozione di chi lo ha conosciuto.

C'è chi dice che a Firenze in quegli anni di grande fermento, dopo il passaggio della Seconda Guerra Mondiale, operassero tre santi che incarnavano le tre virtù teologali: fede, speranza, carità. E se don Facibeni, che si impegnava per dare una famiglia agli orfani di guerra, rappresentava la carità; se Giorgio La Pira, con la sua politica improntata ai grandi ideali, era l'uomo della speranza, il cardinale Elia Dalla Costa impersonava senza dubbio la fede. «È proprio così - annuisce don Divo Barsotti - Dalla Costa è l'uomo della fede: una fede ferma, solida, rigorosa».