Giorgio La Pira

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La guerra è una follia, annienta risorse. Non c'è alternativa sensata alla pace. Sono le prime parole di Papa Francesco a Bari, per l'incontro dei vescovi del Mediterraneo. Il Papa ha denunciato l'ipocrisia di paesi che parlano di pace e vendono le armi. Certi discorsi di leader populisti, ha affermato, fanno paura, ricordano quelli degli anni trenta del novecento.

Dall’incontro tra San Francesco e il Sultano del 1219, alla Dichiarazione di Abu Dhabi del 2019, sottoscritta da Papa Francesco e dall’imam di Al-Azhar. È questo lo spunto per la giornata di fraternità che martedì 8 ottobre nel Cenacolo della basilica di Santa Croce, a Firenze, vedrà protagonisti il principe Hassan di Giordania e il cardinale Miguel Angel Ayuso Guixot, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso

La Fondazione «La Pira» interviene sulla lettera che 62 monasteri femminili di vita contemplativa hanno rivolto al presidente dello Stato e a quello del Consiglio per esprimere «preoccupazione per il diffondersi in Italia di sentimenti di intolleranza, rifiuto e violenta discriminazione nei confronti dei migranti e rifugiati che cercano nelle nostre terre accoglienza e protezione». 

Ieri a Montecitorio la presentazione dei primi tre volumi dell'opera omnia di Giorgio La Pira. L'intervento del card. Bassetti: La Pira «essendo un credente autentico e quindi un uomo libero che ha avuto il coraggio di sostenere opinioni scomode, non è mai sceso a patti con la mentalità di questo mondo. Per questo motivo, ancora oggi è un esempio di vita per tutti ed è un monito importantissimo per tutti coloro che rivestono incarichi di responsabilità».

Sarà dedicato al «sindaco santo» l'incontro «Vangelo e Città: il messaggio di Giorgio La Pira oggi» in programma per giovedì 21 febbraio a Firenze. A tratteggiare il profilo spirituale e politico di La Pira sarà mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione e membro della Congregazione per le Cause dei santi.

E' morto ieri a Firenze, al centro riabilitativo Don Gnocchi, dove era ricoverato da circa un mese, Fabrizio Fabbrini. Da sempre pacifista cattolico, alla fine del 1965 rifiutò la divisa militare a pochi giorni dal congedo e per questo subì un processo e la reclusione, oltre che la perdita del posto all'Università. La Pira lo chiamò a Firenze come suo assistente. Funerali domani alle 15,30 nella basilica di San Marco a Firenze.

In occasione del centenario dell’«Appello ai liberi e forti» (18 gennaio 1919), un incontro a Firenze presso la Sala dell’Annunciazione della SS. Annunziata (ingresso da via Cesare Battisti, 6) dal titolo «Don Luigi Sturzo e Giorgio La Pira: ciò che li divide, ciò che li unisce», relatore il prof. Marco Vitale, già docente di economia di impresa all’Università Bocconi di Milano e Università di Pavia.