Giorgio La Pira

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La Scuola diocesana di formazione teologico-pastorale (SDFTP) «San Francesco Fogolla», aperta ai laici che desiderano approfondire la propria fede o prepararsi a svolgere al meglio il proprio impegno nella Chiesa, ha ripreso da circa un mese le attività didattiche nelle due sedi della Covetta e di Pallerone.

Genova, Matera, la città dello stato di El Salvador in Centro America Nuevo Cuscatlàn, sono le tre città vincitrici del premio Giorgio La Pira, istituito nel 2015 in occasione del forum Unity in diversity, che riunisce a Firenze decine di sindaci da tutto il mondo nel nome della pace e della cultura. A premiare le città è stato il sindaco Dario Nardella, che oggi ha chiuso la tre giorni di eventi internazionali promossi da Firenze, ovvero la prima conferenza delle capitali europee della cultura, e a seguire Unity in diversity, giunto alla quarta edizione.

A Firenze per celebrare l'eucarestia in San Miniato al Monte, la basilica che festeggia i mille anni di vita, in occasione della festa di San Benedetto, il presidente dei vescovi italiani, parlando con i giornalisti, ha ribadito la posizione della Chiesa sulla questione immigrazione e ha parlato anche di Europa e di Giorgio La Pira. 

«Siamo arrivati a questo traguardo che è una festa per la Fondazione La Pira ma anche per tutti coloro che fanno politica perché vogliono bene alle persone». Così il Presidente della Fondazione La Pira, Mario Primicerio, saluta la firma del decreto con cui Papa Francesco riconosce a Giorgio La Pira il titolo di Venerabile.

Il card. Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, esprime «la gratitudine sua e di tutta la Chiesa Fiorentina per la decisione del Santo Padre Francesco di promulgare il decreto con cui viene riconosciuto che Giorgio La Pira ha professato in modo eroico le virtù cristiane e d’ora in poi quindi la Chiesa lo proclama Venerabile e lo propone alla venerazione dei fedeli».

Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare il Decreto che riconosce le «virtù eroiche» di Giorgio La Pira, che può essere quindi chiamato Venerabile. Si conclude, così, la seconda fase del la causa di beatificazione, aperta nel 1986 a Firenze. Adesso l'eventuale riconoscimento di un miracolo a lui attribuito consentirebbe di proclamarlo Beato. La gioia del card. Betori. Il «grazie» di Primicerio.