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Sono 405 mila i toscani chiamati alle urne. Ma in tanti, molti di più di quanto si prevedesse, le disertano. L'affluenza nella prima giornata di voto per le elezioni del sindaco e del consiglio comunale di 17 comuni della nostra regione è stata del 42,96% alle 22 di ieri sera, oltre 20 punti percentuali in meno rispetto alle precedenti omologhe, quando i votanti furono più del 63%. Crollo in particolare a Pisa, 38,72% contro il 64,26%. Non va meglio a Massa che si attesta al 46,27% rispetto al 62,26%. Meglio a Siena dove fino a ieri sera aveva votato il 51,77 contro il 58,37%. Oggi urne aperte fino alle 15.

A  due anni di distanza dalle ultime amministrative, Siena torna alle urne. Otto candidati, ma nessun sindaco uscente. Questo racconta lo scenario politico senese che in appena ventiquattro mesi ha assistito all’ascesa e alla caduta dell’ex primo cittadino, Franco Ceccuzzi, eletto al primo turno, ma «bocciato» in Consiglio Comunale (anche da una parte del suo stesso partito, il Pd) sull’annosa questione del bilancio. Oggi, a una settimana dal voto, e dopo quasi un anno di commissariamento straordinario, Siena prova a guardare al futuro.

Domenica 26 e lunedì 27 maggio settantamila pisani dovranno eleggere il nuovo sindaco della città, scelto tra uno dei nove aspiranti sindaci. Otto uomini e una donna, 17 liste elettorali per oltre 500 candidati consiglieri. Un piccolo e composito esercito di aspiranti politici, giovanissimi alla prima esperienza in competizione con più esperti «professionisti» della politica. Intanto il numero dei consiglieri eletti sarà ridotto da 40 a 32 mentre la scure della spending review si abbatte anche sugli assessori che dai 12 attuali dovranno per forza di legge scendere ad 8. Grazie al ticket uomo-donna, gli elettori avranno facoltà di esprimere il doppio voto di preferenza per il consiglio comunale.

Il mondo cambia, i confini comunali un po' meno. I territori che ruotano intorno ad una grande città, anche se suddivisi in molti comuni, funzionano come un unico sistema. Si lavora in centro, si fa la spesa in un supermercato e ci si diverte in una multisala. Traversando quante volte i confini comunali? Nessuno evidentemente se ne accorge o ci bada più che tanto. Tuttavia quando si vota, o si ha bisogno di un certificato ecco che i limiti amministrativi ricompaiono incombenti.