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“La città è un organismo vivente”, ma troppo spesso esistono due corsie differenti: “da una parte l’autostrada di quanti corrono comunque iper-garantiti, dall’altra le strettoie dei poveri e dei disoccupati, delle famiglie numerose, degli immigrati, di chi non ha qualcuno su cui contare”. Con queste parole Papa Francesco ha accolto in Vaticano i membri dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani. Ai tanti sindaci presenti, il Pontefice ha chiesto di “custodire la passione del bene comune” e di frequentare “le periferie, quelle urbane, quelle sociali e quelle esistenziali”: il “punto di vista degli ultimi”, infatti, “è la migliore scuola” per comprendere “quali sono i bisogni più veri”.

«Bisogna frequentare le periferie, quelle urbane, quelle sociali e quelle esistenziali. Il punto di vista degli ultimi è la migliore scuola, ci fa capire quali sono i bisogni più veri e mette a nudo le soluzioni solo apparenti». Lo ha affermato questa mattina Papa Francesco ricevendo in udienza nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico i membri dell’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci). 

La sfida del Viminale, in accordo con l'Anci, è fare in modo che tutti i Comuni accolgano migranti in maniera stabile e strutturata attraverso il sistema Sprar, in modo da distribuirli equamente sui territori, assicurare una efficace integrazione ed evitare tensioni con le comunità. Un obiettivo lontano ma non utopico, visto che i numeri dei Comuni che aderiscono allo Sprar sono in continuo aumento.