Consiglio regionale

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L’intergruppo consiliare per la riforma della legge elettorale toscana si è riunito per presentare la proposta. Tra le caratteristiche: la reintroduzione del voto di preferenza con possibilità di esprimere fino a due preferenze e l’obbligo, in questo caso, della differenza di genere. L’abolizione del listino regionale, la suddivisione in circoscrizioni provinciali (fatta eccezione per Firenze). Confermata l’elezione diretta del presidente (ma con eventuale doppio turno) e la soglia di sbarramento al 4%

In attesa di un appuntamento specifico, un Consiglio straordinario sulla tragedia di domenica scorsa a Prato, in cui potranno essere approfondite le questioni della riduzione in schiavitù di un gran numero di lavoratori cinesi, l'Aula di palazzo Panciatichi ha oggi approvato, a maggioranza, una risoluzione che esprime il cordoglio per le vittime del rogo e chiede l'impegno del Consiglio toscano a favore dei diritti, dell'integrazione e della legalità all'interno della comunità cinese.

Il gruppo del Nuovo Centro Destra in Consiglio regionale: «Dai dati forniti, su 1 milione 441 mila toscani chiamati ad eleggere i nuovi componenti dei Consorzi, hanno effettivamente partecipato al voto circa 40 mila toscani, pari al 2,7% degli aventi diritto. La Regione Toscana per lo svolgimento delle elezioni ha speso circa 650 mila euro: circa 16 euro a voto»

Il 1° gennaio prossimo nasceranno in Toscana quattro nuovi comuni, frutto dei processi di fusione: Scarperia e San Piero (Fi), Casciana Terme Lari (Pi), Crespina Lorenzana (Pi), Pratovecchio Stia (Ar).  Il Consiglio regionale, prendendo atto dei risultati dei referendum, all’uanimità ha approvato le leggi istitutive.

L’assessore Vincenzo Ceccarelli ha risposto a un’interrogazione presentata dalla consigliera Monica Sgherri (Fed.Sin.-Verdi). La consigliera aveva interrogato la Giunta per sapere se, ai fini di una maggiore integrazione delle strutture, la Giunta non ritenesse opportuno dare un indirizzo chiaro che qualificasse la propria presenza nel Cda di Adf e in particolare sulle remunerazioni, sulla qualità del servizio offerto e sul mantenimento dell’occupazione e la qualità del lavoro