Corte costituzionale

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La Corte costituzionale ha respinto, a vario titolo, tutti i ricorsi che le erano pervenuti in chiave “no vax” attraverso undici questioni di legittimità sollevate da cinque uffici giudiziari. Nel mirino dei ricorrenti soprattutto il decreto, poi convertito in legge, con cui nell'aprile dello scorso anno il governo Draghi aveva introdotto per il personale sanitario e altre categorie di lavoratori pubblici l'obbligo della vaccinazione contro il Covid. La pronuncia della Corte costituzionale era molto attesa sul piano pratico perché, anche se ormai l'obbligo è superato (tanto più con l'anticipo deciso dall'attuale governo), ci sono ancora in ballo le richieste di risarcimento da parte di coloro che sono stati sanzionati

“Abbiamo accolto con soddisfazione la notizia che corrisponde alla saggezza giuridica, che manifesta la giusta e doverosa attenzione nei confronti della vita umana la cui tutela è il cardine degli ordinamenti civili ai quali l’ordinamento italiano vuole appartenere. Questa decisione ribadisce la fondamentalità del valore della vita umana nel nostro sistema giuridico ovvero la centralità della tutela della dignità della vita umana nella nostra Carta Costituzionale”. Così la presidente del Movimento per la vita italiano, Marina Casini, commenta la sentenza della Consulta che ha ritenuto inammissibile il quesito referendario relativo all’“Abrogazione parziale dell’articolo 579 del Codice penale (omicidio del consenziente). 

“Forse per qualcuno non era scontato, ma la Corte costituzionale con il rigetto di ieri della richiesta di intervento della donna che sosteneva di avere uno specifico interesse a disconoscere legami genitoriali con il bambino e, conseguentemente, l’inesistenza di ogni suo obbligo nei confronti dello stesso, ha sostanzialmente confermato il principio plurimillenario che mater semper certa est, pater numquam”. Lo ha dichiarato il giurista Alberto Gambino, ordinario di diritto civile e presidente di Scienza & Vita.

In un'intervista al Sir Luciano Eusebi docente di diritto penale all'Università Cattolica di Milano commenta in modo critico la recente sentenza della Corte costituzionale sul suicidio assistito, ritenendo che oltrepassi il punto di equilibrio fissato in materia con la legge n. 219/2017.