Costituzione

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Il 2 giugno 1946, esattamente 74 anni fa, il popolo italiano accorreva alle urne: quasi 25 milioni di italiani e di italiane (queste ammesse per la prima volta al voto) si espressero per la monarchia o la repubblica, e contemporaneamente elessero 556 componenti dell’Assemblea costituente. Fu un momento di “ripartenza” della storia italiana, reso possibile da tre sentimenti che animavano la coscienza sociale: speranza, fiducia, consapevolezza.

«Una informazione drogata e viziata alimenta ogni giorno antisemitismo, femminicidi e discriminazione del migrante». Lo ha detto Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte costituzionale, oggi, in apertura dell’assemblea nazionale elettiva della Federazione italiana settimanali cattolici, in programma a Roma fino al 23 novembre.

«Come cristiani e cittadini ci sentiamo interpellati e non possiamo rimanere muti di fronte a ripetuti atteggiamenti di intolleranza che esprimono un sentimento che va crescendo nel sentire comune, avallato e legittimato dall’azione e dalle parole di esponenti di spicco della politica nazionale». Inizia così un documento firmato da un numeroso gruppo di cattolici livornesi che pubblichiamo integralmente.

Si svolgerà dal 18 al 19 ottobre, presso l'Università degli studi di Pisa, il convegno nazionale dell'Associazione dei docenti universitari della disciplina giuridica del fenomeno religioso (Adec). L'iniziativa che avrà per tema «Costituzione, religione e cambiamenti nel diritto e nella società» è stata organizzata in collaborazione con la Scuola universitaria superiore «Sant'Anna» ed è riconosciuta dall'Ordine degli avvocati ai fini della formazione professionale. Parteciperanno circa 200 professori, studiosi e cultori di diritto ecclesiastico e canonico, provenienti da tutta Italia.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha emanato in data odierna il decreto legge in materia di Sicurezza e Immigrazione e ha contestualmente inviato una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ricordando «che restano fermi gli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato».

Una dichiarazione a favore del presidente della Repubblica Sergio Mattarella da parte dei costituzionalisti della scuola di Paolo Barile: «Il suo comportamento è stato in tutto conforme alla Costituzione». Tra i firmatari anche il presidente emerito della Corte costituzionale, Ugo De Siervo.