Costituzione

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«Come cristiani e cittadini ci sentiamo interpellati e non possiamo rimanere muti di fronte a ripetuti atteggiamenti di intolleranza che esprimono un sentimento che va crescendo nel sentire comune, avallato e legittimato dall’azione e dalle parole di esponenti di spicco della politica nazionale». Inizia così un documento firmato da un numeroso gruppo di cattolici livornesi che pubblichiamo integralmente.

Si svolgerà dal 18 al 19 ottobre, presso l'Università degli studi di Pisa, il convegno nazionale dell'Associazione dei docenti universitari della disciplina giuridica del fenomeno religioso (Adec). L'iniziativa che avrà per tema «Costituzione, religione e cambiamenti nel diritto e nella società» è stata organizzata in collaborazione con la Scuola universitaria superiore «Sant'Anna» ed è riconosciuta dall'Ordine degli avvocati ai fini della formazione professionale. Parteciperanno circa 200 professori, studiosi e cultori di diritto ecclesiastico e canonico, provenienti da tutta Italia.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha emanato in data odierna il decreto legge in materia di Sicurezza e Immigrazione e ha contestualmente inviato una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ricordando «che restano fermi gli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato».

Una dichiarazione a favore del presidente della Repubblica Sergio Mattarella da parte dei costituzionalisti della scuola di Paolo Barile: «Il suo comportamento è stato in tutto conforme alla Costituzione». Tra i firmatari anche il presidente emerito della Corte costituzionale, Ugo De Siervo.

Il «decreto vaccini», vale a dire il decreto-legge n. 73 del 2017, convertito in legge n. 119/2017, ha scatenato numerose reazioni, sia con riguardo al suo contenuto specifico che relativamente alle competenze istituzionali fra Stato e Regioni, queste ultime a seguito della decisione della Regione Veneto – poi ritirata, come si dirà – di far slittare i tempi dell’attuazione della legge (con riguardo alle conseguenze sulle iscrizioni scolastiche) sul proprio territorio.

La ragione profonda del sorprendente risultato del referendum è raccolta nelle pagine di un libro che nessuno ha fatto in tempo a leggere prima di andare al seggio. Si tratta dell’Annuario del Censis, che dipinge un ceto medio impoverito e spaventato, giovani incerti sul domani, un risparmio che cresce perché si ha paura di investire e tanto lavoro di bassa qualità.

Una prima lettura «a caldo» proviamo a farla confrontandoci con due costituzionalisti, Stefano Ceccanti ed Enzo Di Salvatore, entrambi protagonisti della campagna referendaria, rispettivamente per il Sì e per il No. Il primo spiega l’affluenza così elevata e anche l’esito del voto con l’idea che il referendum «è stato come un’elezione politica e da elezione politica sono stati la partecipazione e i comportamenti degli elettori». Il secondo rileva che «non c’è stata la vittoria di questa o di quella forza politica», piuttosto i cittadini hanno fondamentalmente votato «sul merito della riforma».