Elezioni

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Grande partecipazione (3,1 milioni), ma qualche dubbio sulla gestione degli scrutini. Matte Renzi vince a sorpresa in Toscana, Umbria e Marche, e anche in parte della Romagna, quelle che un tempo erano le «regioni rosse». Bersani invece prevale nettamente al sud.

Il test siciliano, con l'altissimo astensionismo e il trionfo dei movimenti di anti-politica, è stata la risposta degli elettori a una gestione sciagurata e irresponsabile della cosa pubblica non solo da parte dell’uno o dell’altro dei partiti siciliani, ma dell’intera classe politica, senza distinzioni.

Gli attuali sistemi elettorali per la Camera dei deputati e per il Senato della Repubblica (ma analoghe considerazioni, con varianti di trascurabile importanza, possono valere anche per il Consiglio regionale della Toscana) si caratterizzano, fra l'altro, per originare un paradosso in ordine all'elezione dei candidati: che la campagna elettorale, quando formalmente comincia, il trentesimo giorno prima delle elezioni, in realtà per la stragrande maggioranza dei candidati stessi termina.

Una Provincia e nove Comuni, di cui due capoluogo. L'11 maggio prossimo è di nuovo tempo di elezioni amministrative per la Toscana e non solo. Sono infatti circa 15 milioni gli italiani chiamati alle urne nei 433 Comuni coinvolti, di cui 10 capoluoghi di provincia, mentre 12 sono i Consigli provinciali che si rinnovano e solo 2 i Consigli regionali (Valle D'Aosta e Friuli-Venezia Giulia). Il precedente turno elettorale si era svolto il 29 novembre 1998. E come al solito, a contedersi il governo saranno centrosinistra e centrodestra, Ulivo e Casa delle libertà.