Giuseppe Conte

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Alle 4 di questa mattina i leader Ue hanno messo nero su bianco le conclusioni cui erano giunti sul complesso problema migratorio. Il premier italiano Conte si è detto soddisfatto, così come diversi altri protagonisti della maratona negoziale notturna. L'Ue si conferma come una essenziale «stanza di compensazione» della politica europea. Ma i nodi irrisolti non mancano.

Irritazione da parte del governo italiano per le anticipazioni sulla bozza delle conclusioni del vertice informale di domenica prossima, a Bruxelles, con la presenza dei leader di Germania, Francia, Italia, Spagna, Grecia, Bulgaria, Malta e Austria n vista del Consiglio europeo di fine giugno. 

Dopo oltre novanta giorni si chiude una delle più lunghe crisi di governo nella storia della Repubblica. Certamente la più drammatica, per il susseguirsi degli eventi, per la fatica generata da un quadro partitico e da uno stile politico tanto nuovi quanto insensibili ai punti cardinali dei procedimenti della democrazia costituzionale, per una fragilità rivelatasi estrema del sistema istituzionale del paese. Un processo, quello che ha portato alla nascita del governo presieduto da Giuseppe Conte, che si è giocato sul crinale, sinora mai sperimentato nella vita della Repubblica, di una crisi costituzionale, quella che ha duramente opposto il Presidente della Repubblica e la maggioranza parlamentare.

«Lavorare mano nella mano con l’Italia» per «stimolare una iniziativa europea intesa a fronteggiare il problema migratorio»: è l’auspicio formulato dal Presidente francese Emmanuel Macron durante la conferenza stampa che ha chiuso il faccia a faccia con il premier italiano Giuseppe Conte all’Eliseo.

«Come cittadini e cristiani siamo esterrefatti e indignati della decisione del ministro degli interni Matteo Salvini, che impedisce alla nave Aquarius di portare in salvo nei porti italiani 629 migranti salvati in acque territoriali libiche». Comincia così la lettera-appello indirizzata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte dalla Conferenza degli istituti missionari italiani (Cimi), dal Segretariato unitario di animazione missionaria (Suam) e dalla Commissione Giustizia, Pace e Integrità del Creato (Gpic) della Cimi. 

Il Consiglio dei ministri riunito ieri sera, a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte, segretario il sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti, ha nominato 45 sottosegretari di Stato, nei limiti imposti dalla legge. Lo riferisce il comunicato finale diffuso al termine della riunione.