Giuseppe Conte

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Durante la conferenza stampa tenuta oggi a Palazzo Chigi, dopo il rientro in Italia di Cesare Battisti, il premier Conte rispondendo a domande dei giornalisti ha parlato delle modifiche alla tassazione Ires per il terzo settore, mentre ritiene già chiarite alcune criticità sollevate dai sindaci sul decreto sicurezza. Sulla Tav no al referendum.

«Con la sua fuga mortificava il dolore delle famiglie delle vittime e il dolore di un intero popolo». Lo ha detto il guardasigilli Alfonso Bonafede al momento dell'arrivo in Italia di Cesare Battisti, l'ex terrorista dei Pac catturato sabato a Santa Cruz (Bolivia) e subito trasferito nel carcere di Oristano e non in quello di Rebibbia come era stato annunciato in un primo momento. Conte: «un grande risultato che dovevamo alle vittime».

Nella tradizionale conferenza di fine anno il premier Giuseppe Conte ha difeso la sua manovra anche dall'accusa di essere stata scritta a Bruxelles. Conferma i tagli all'editoria, assicura che non aumenteranno le tasse e si assume la responsabilità dell'errore sull'Ires raddoppiata al no profit.

Dopo le proteste di tutto il mondo del volontariato, dell'Anci e dello stesso presidente della Cei che si era appellato al vicepremier Matteo Salvini, stasera il governo ha fatto marcia indietro promettendo di intervenire quanto prima per correggere l'errore fatto nella manovra, con il raddoppio della tassazione Ires per gli enti noprofit. Fiaschi (Forum Terzo settore), «prendiamo atto dietro-front Governo. Attendiamo incontro per trovare correzioni».

A niente sono valsi gli appelli ripetuti in questi giorni e neanche i continui richiami del Capo dello Stato. La maggioranza gialloverde, pur non avendo incluso questa misura nel «contratto di governo», ha deciso di cancellare il Fondo per il pluralismo che sarebbe entrato in vigore proprio adesso. Una decisione grave che avrà pesanti conseguenze occupazionali, ma che soprattutto restringe ulteriormente il pluralismo dell'informazione.

Dombrovskis e Moscovici ringraziano Conte e Tria per il «dialogo» ma mettono in guardia rispetto alla necessità di riforme, all'obiettivo dei conti pubblici sani, sottolineando il rischio derivante dalla eventuale riforma delle pensioni e dal reddito di cittadinanza. Il premier replica da Roma: «non abbiamo fatto passi indietro».