Giuseppe Conte

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Il premier incaricato Giuseppe Conte ha sciolto la riserva, accettando l'incarico di formare il nuovo governo. Tanti i volti nuovi. Degli uscenti rimangono Di Maio (esteri), Bonafede (giustizia) e Costa (ambiente). Nel Pd dentro anche Franceschini, Guerini, Bellanova e De Micheli. Domani alle 10 i nuovi ministri giureranno davanti al Capo dello Stato.

La possibilità di elezioni anticipate resta comunque sullo sfondo, ma adesso c'è in campo un tentativo concreto e costituzionalmente corretto di dare un governo al Paese. Un governo che, se vedrà la luce, nascerà in Parlamento come il precedente e come tutti i governi della Repubblica.

«L'Italia ha una posizione di leadership in Europa nel campo delle energie rinnovabili e lavora in prima linea per un cambio di paradigma e per realizzare un'agenda globale che protegga i nostri figli e le generazioni future». Così il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte in un post pubblicato su Facebook riguardante la sessione mattutina del G7, in corso a Biarritz, che è stata dedicata al tema dei cambiamenti climatici e delle bio-diversità.

Se c'è un dato positivo in questo passaggio così impegnativo per il Paese, è proprio la ritrovata centralità del Parlamento e il riconoscimento del ruolo delle istituzioni nella gestione di una crisi che appare più profonda di un semplice avvicendamento maggioranza- opposizione. Il Paese ha bisogno di ritrovare coesione e solidarietà e di ripartire anche in termini economici. Servirebbe un sussulto di responsabilità da parte di tutti.

Alle 11,36 Genova si è fermata e in tutte le chiese hanno suonato le campane. Gli interventi della presidente del comitato delle vittime e delle autorità alla commemorazione delle 43 persone morte un anno fa nel crollo del Ponte Morandi. Bucci (sindaco Genova), «la città ha dato un segnale molto forte di cosa voglia dire ricostruire. L'omelia di Bagnasco. Il messaggio di Mattarella.

Il presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei), pastore Luca Maria Negro, e il moderatore della Tavola valdese, pastore Eugenio Bernardini, hanno scritto al presidente del Parlamento europeo David Sassoli per riaffermare la disponibilità ad accogliere i profughi soccorsi dalla nave Open Arms lo scorso 2 agosto.