Giuseppe Conte

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«Non intendiamo questa Conferenza come una vetrina o l'occasione di una photo opportunity. Ancora più importante sarà il lavoro che faremo in seguito per continuare a seguire questo processo». Così il premier italiano Giuseppe Conte in un'intervista a «La Stampa» a poche ore dall'avvio a Palermo della Conferenza per la Libia.

Il testo definitivo, quello firmato dal Capo dello Stato e trasmesso alle Camere, consta di 108 articoli, molti di più di quelli della prima bozza, ma non contiene reddito di cittadinanza e pensioni quota cento rimandate ad appositi ddl. Dovrebbe approdare nell'Aula della Camera il 29-30 novembre per essere approvato definitivamente entro il 31 dicembre.

Se dal Quirinale il presidente Mattarella ha espresso preoccupazione affinché la Legge di bilancio «ponga l'Italia al riparo dall'instabilità finanziaria» e ha sollecitato il Governo al confronto e al dialogo costruttivo con le istituzioni europee, da Palazzo Chigi il premier Conte ha assicurato che «l'interlocuzione tra il Governo italiano e la Commissione europea avviene nel contesto di un dialogo proficuo e costante».

La Commissione europea chiede all'Italia di presentare una nuova bozza di bilancio entro tre settimane. I problemi rilevati riguardano il deficit eccessivo e le mancate misure per ridurre il debito.«Spendete 65 miliardi l'anno per interessi», quanto si investe per scuola e istruzione. 37mila euro a testa di debito pubblico: un «fardello che grava sulle prossime generazioni».

Per don Adriano Bianchi, presidente della Fisc, «l'impatto sarebbe gravissimo. Le realtà editoriali più grandi e storicamente radicate, subirebbero un danno molto serio. Molte realtà non sopravviveranno». E sottolinea: «Il Fondo per il pluralismo garantisce che nel Paese ci siano voci diverse, anche quelle che esprimono i territori, le minoranze, le realtà più piccole. Fonti di informazione veramente legate ai cittadini, che raccontano quell'Italia che le persone vivono quotidianamente».