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La Federazione italiana scuole materne (Fism) – alla quale fanno riferimento 6.700 scuole e 2.300 servizi educativi per la prima infanzia, una realtà che interessa 450mila bambini ed oltre 40mila lavoratori – ha accolto con soddisfazione la conversione in legge con modificazioni del decreto-legge n. 73 del maggio scorso. Si tratta del testo meglio noto come “Sostegni bis” che, nella sua prima versione, aveva trascurato le scuole dell’infanzia paritarie “no profit”, provocando la ferma protesta della Federazione.

“Da Catania lanciamo un’alleanza globale per far sì che il post-pandemia continui a vedere la scuola protagonista. In questi mesi la scuola è tornata al centro del dibattito nazionale e internazionale. La sua importanza, durante la crisi che abbiamo vissuto, è riemersa con forza. A Catania abbiamo ribadito che dovrà restare al centro delle politiche di rilancio nella fase di uscita dall’emergenza”. Lo ha detto ieri sera il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, a conclusione della prima giornata del G20 a Catania.

Proprio mentre da Bruxelles arrivava la notizia – di fondamentale importanza – che tutti i Paesi dell’Unione hanno dato il via libera al piano europeo di rilancio, in Italia il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge che definisce i poteri (la governance, come si usa dire) circa il controllo e l’attuazione del piano nazionale.

“Non ci siano discriminazioni nei confronti delle scuole paritarie, come purtroppo è avvenuto con il decreto sostegni approvato la scorsa settimana. Il Governo Draghi ha dimostrato più volte di credere nella scuola e nell’istruzione come pilastri per far ripartire il nostro paese dopo la crisi economica e sociale dovuta al Covid: chiediamo perciò che il sistema scolastico venga preso in considerazione nella sua interezza e nella sua ricchezza”. A chiederlo oggi è l’Agorà della Parità mentre è in discussione il decreto sostegni bis, con la cifra da destinare alla scuola per la partenza dell’anno scolastico 2021-2022. 

Il Piano – ormai noto con l'acronimo Pnrr – prevede investimenti per 222,1 miliardi di euro. La gran parte di essi (191,5 miliardi) è rappresentata da sovvenzioni e prestiti del programma europeo Next Generation Eu, di cui il Pnrr costituisce di fatto la declinazione italiana. I restanti 30,6 miliardi arriveranno da un Fondo complementare finanziato con risorse nazionali attraverso lo scostamento di bilancio pluriennale recentemente autorizzato dal Parlamento

Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Mario Draghi e del ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da Covid-19.