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Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non ha alcuna intenzione di dimettersi prima della fine del suo mandato perché sarà impegnato «fino all'ultimo giorno» a perseguire «l'interesse nazionale» nel tentativo di trovare una soluzione all'impasse politico venutosi a creare dopo le elezioni. Uno stallo che non permette ad oggi la formazione del nuovo governo in sostituzione di quello dimissionario guidato da Mario Monti, e che - ha detto Napolitano - è ancora in carica.

“Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questo pomeriggio al palazzo del Quirinale l'on. Pier Luigi Bersani, che gli ha riferito l'esito delle consultazioni svolte a seguito dell'incarico conferitogli lo scorso 22 marzo, consultazioni il cui esito non è stato risolutivo. Il Presidente della Repubblica si è riservato di prendere senza indugio iniziative che gli consentano di accertare personalmente gli sviluppi possibili del quadro politico-istituzionale”. E’ quanto si legge in un comunicato del Quirinale.

All'indomani del rientro in India dei due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, il caso continua ad alimentare aspre polemiche tanto sul piano dei rapporti bilaterali tra Roma e Nuova Dheli, tanto sul piano interno italiano, entro cui pesano le critiche all'azione di governo avanzate dal Capo di stato maggiore della Difesa che ha parlato di “vicenda farsa”.

«Ho conferito in continuità con lusinghieri e appropriati precedenti a Pier Luigi Bersani l'incarico di verificare l'esistenza di un sostegno parlamentare certo da consentire la formazione di un governo che abbia la fiducia delle due Camere». Lo ha annunciato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo aver ricevuto al Quirinale il segretario del Partito democratico.

I due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone rientreranno oggi, 22 marzo, in India, come d'accordo con il permesso speciale concesso nelle scorse settimane per prendere parte al voto.

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non torneranno in India dopo il permesso ottenuto per recarsi in Italia a votare. Lo ha annunciato il Ministero degli Esteri italiano in una nota, spiegando di aver informato il governo indiano che, «stante la formale instaurazione di una controversia internazionale tra i due Stati», i due fucilieri di Marina accusati di omicidio «non faranno rientro in India alla scadenza del permesso loro concesso».