Governo

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La squadra di governo guidata dal neo presidente del Consiglio Enrico Letta ha una forte connotazione politica. Il numero dei cosiddetti «tecnici» si ferma a 3 su un totale di 21 ministri. Nove i «politici» in quota Pd, mentre dal centrodestra ne arrivano cinque.Ecco chi sono i nuovi ministri.

Ventun ministri, di cui 8 senza portafloglio. Un esecutivo «politico» con il record di donne ministro (7). Altro record, quello del primo ministro di colore, Cecile Kyenge. Di ministri del precedente governo tecnico, rimangono Moavera, la Cancellieri (ma alla giustizia) e Patroni Griffi (dalla pubblica amministrazione a sottosegretario alla presidenza). Il governo presieduto da Enrico Letta giurerà domani alle 11,30.

Intervista a Giovanni Tarli, costituzionalista, che alla settimana sociale dei cattolici toscani (Pistoia 3-5 maggio 2013) coordinerà i lavori sulla «transizione istituzionale»: «Il contenzioso tra Stato e Regioni è altissimo. Il risultato? Non sappiamo più chi fa che cosa. Le riforme? Necessarie. Ma dobbiamo farle bene».

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha affidato «il pieno incarico» a Enrico Letta di presidente del Consiglio per formare il nuovo governo. Enrico Letta ha 45 anni ed è sposato, ha tre figli. Pisano, ha alle spalle un percorso umano e formativo all'insegna dell'Europa

«La necessità e l’urgenza di un governo stabile e immediato si impone sempre di più» perché «la gente è stremata e la disoccupazione aumenta». Così l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, a margine del convegno «Le sfide del XXI secolo e la Dottrina sociale della Chiesa» organizzato presso il Centro Don Bosco di Genova.

Le due relazioni consegnati dai gruppi di indagine al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rappresentano «il contributo conclusivo, alla vigilia del compimento del mio mandato e della scelta del nuovo presidente, che sono stato in grado di dare alla soluzione del problema del governo dopo le elezioni del 24 febbraio». I DOCUMENTI INTEGRALI

“Mostrarsi affidabili e responsabili di fronte ai giovani, non restare prigionieri di visioni astratte, massimalistiche o corporative causa di conflittualità e d’inconcludenza e volgere lo sguardo alle realtà che hanno urgente bisogno di seri interventi”. E’ quanto chiede l’Uciim, l’associazione professionale cattolica di insegnanti, dirigenti e formatori, ai politici e ai parlamentari davanti ad “un popolo umiliato e in ginocchio” a causa della crisi.

Pochi giorni a disposizione delle tre minoranze partorite dalle elezioni (Pd, Pdl, M5S), per mettere in campo scelte di comune responsabilità. Comunque necessarie per mettere in sicurezza il Paese, le famiglie e il mondo produttivo