Matteo Renzi

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Se si mettono insieme i disoccupati ufficiali, coloro che hanno smesso di cercare lavoro, coloro che, pur volendo lavorare a tempo pieno, sono costretti a lavorare a tempo parziale, i disoccupati nell’Unione Europea sono ormai 44 milioni, una nazione grande come la Spagna. In Italia questi disoccupati e sottoccupati reali sono forse, secondo l’agenzia Bloomberg, quasi il doppio dei tre milioni e duecentomila riconosciuti ufficialmente.

Si tratta, ha detto nell'assumere la presidenza di turno, di «meritare l'eredità dei padri». Il presidente italiano non bada al protocollo, annulla la consueta conferenza stampa e polemizza duramente con il capogruppo del Ppe, il tedesco Weber, che lo aveva ammonito: «Con i debiti non si crea il futuro». Una scommessa motivata sulla crescita e sul capitale umano. La rivendicazione dei valori europei.

«Gli abbracci che si sono scambiati genitori e figli all'aeroporto di Ciampino ieri mattina resteranno indelebili nei cuori di chi ha vissuto quell'esperienza, così ricca di sofferenza e di gioia. Una storia edificante per chi l'ha vissuta da fuori, che rimarrà impressa nella memoria a lungo». Lo sottolinea una nota dell'Aibi (Amici dei bambini), in merito all'arrivo in Italia di 31 bambini adottati in Congo.

Il Governo ha approvato il disegno di legge di riforma della Costituzione ampiamente preannunciato da Renzi fin dall’inizio del suo mandato. Al di là ed oltre i suoi contenuti, che in questa sede non è possibile analizzare, forse conviene concentrarsi sul metodo prescelto e, quindi, sul suo significato complessivo. Anche su questi aspetti vale la nota teoria del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto.

Matteo Renzi ha presentato i primi provvedimenti del governo. La vera notizia è quella di lasciare più soldi in tasca ai lavoratori dipendenti e assimilati, dal prossimo maggio. Insomma, di chiudere un po' la forbice tra il lordo e il netto in busta paga. Tanti i capitoli di intervento che puntano ad alleggerire lo Stato, ma su tutti grava l'incognita delle risorse. Presto capiremo se si tratta davvero dello choc necessario per far ripartire l'economia.

Sarà un ennesimo fuoco di paglia l’annunciata priorità della scuola nell’agenda del nuovo governo Renzi e della ministra Giannini? Sarà un editto che preannuncia una nuova incompiuta scelta di partire dalla pulizia e dal decoro delle scuole, dalle minime regole della civiltà, lasciandoci ancora più sfiduciati e depressi, col sentimento della inutilità di qualsiasi azione riformatrice?