Matteo Salvini

Ultimi contenuti per il percorso 'Matteo Salvini'

«Preoccupazioni e contrarietà dei sindaci, di ogni schieramento politico, le avevamo previste ben prima dell'approvazione del Decreto sicurezza. I sindaci sono preoccupati per la coesione sociale e la sicurezza delle proprie comunità, e per questo hanno il dovere di difendere i diritti di tutti e di garantire che tutte le persone presenti sul proprio territorio vivano nei canali della legalità». Lo dichiara Matteo Biffoni, sindaco di Prato e delegato Anci per l'Immigrazione e l'integrazione, riguardo alla polemica sollevata da alcuni sindaci che non vogliono applicare le norme del Decreto sicurezza che riguardano i migranti.

«Da sindaco e da presidente dell'Anci, non ho alcun interesse ad alimentare una polemica con il ministro dell'Interno. Non credo sia il caso di polarizzare uno scontro tra posizioni politiche differenti. Faccio solo notare che le nuove norme mettono noi sindaci in una oggettiva difficoltà». Lo dichiara il presidente dell'Anci, Antonio Decaro, a proposito della polemica sull'applicazione della legge 113/2018 su sicurezza e immigrazione, e sulle ricadute per chi amministra le città.

«A Firenze non violeremo alcuna legge, non darò alcuna istruzione in questo senso, ma apriremo un tavolo con tutto il mondo del volontariato, del terzo settore, del lavoro e delle istituzioni locali per azzerare gli effetti nefandi e negativi di questo decreto in attesa che si apra una vertenza vera a livello nazionale non per sospendere la legge, ma per riscriverla in molte sue parti». Lo annuncia, nel corso di una breve conferenza stampa, il sindaco di Firenze, Dario Nardella, tornando sul tema del decreto Sicurezza.

L'Arci con un documento risponde punto per punto alle «faq» sul decreto sicurezza pubblicate sul sito del Viminale. Là dove si dovrebbe spiegare cosa prevede il decreto  fortemente voluto da Matteo Salvini, secondo l'Arci vi si trovano «risposte tendenziose e fuorvianti, utili solo per fare propaganda e ripulire il volto disumano di chi questo Decreto lo ha voluto e lo propaganda ogni giorno (...) Un vero e proprio caso di fake news di governo».

A niente sono valsi gli appelli ripetuti in questi giorni e neanche i continui richiami del Capo dello Stato. La maggioranza gialloverde, pur non avendo incluso questa misura nel «contratto di governo», ha deciso di cancellare il Fondo per il pluralismo che sarebbe entrato in vigore proprio adesso. Una decisione grave che avrà pesanti conseguenze occupazionali, ma che soprattutto restringe ulteriormente il pluralismo dell'informazione.

«È finita la pacchia» è la frase emblema dell'atteggiamento dei media italiani nei confronti dell'immigrazione.Nel 2018 su stampa e tv la «distorsione della realtà» sul fenomeno migratorio, mutuata dalla politica, è ciò che caratterizza l'analisi delle notizie prese in esame dal 6° rapporto su media e immigrazione «Notizie in chiusura» realizzato dall'associazione Carta di Roma insieme all'Osservatorio di Pavia. Di fronte al calo degli sbarchi dell'80% non corrispondono toni meno «ansiogeni».

«Bambini e ragazzi rischiano di trovarsi privi di un tetto e dei diritti previsti dalla Convenzione di New York». A parlare è Filomena Albano, Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, dopo aver appreso la notizia che alcune prefetture italiane hanno smesso di predisporre i servizi di accoglienza. 

«Le famiglie non vogliono elemosina, ma giustizia». Lo ha ricordato Gigi De Palo, presidente del Forum delle Associazioni Familiari, nel suo intervento all’Assemblea generale in corso a Roma, al Centro Congressi di Palazzo Rospigliosi. Il videomessaggio del card. Bassetti e l'intervento di Matteo Salvini.