Parlamento

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“L’esperienza del terrorismo è per definizione un attentato alle libertà costituzionali, a quelle individuali come a quelle collettive. Per questo, gli anni di piombo sono stati per l’Italia una stagione lacerante. Ad essere messa alla prova era la tenuta stessa della società e delle Istituzioni. Eppure, l’Italia non ha ceduto al metodo della paura. Si è ancorata a quei valori di democrazia, giustizia, legalità e solidarietà che aveva faticosamente conquistato nell’esperienza della liberazione”. Lo ha ricordato questa mattina il presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, intervenendo nell’aula di Montecitorio alla celebrazione del Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo.

Nel 1992, quando guadagnò l’uscita dal carcere di San Vittore, il manager dell’Iri-Italstat Mario Alberto Zamorani, uno dei primi inquisiti di Tangentopoli, azzardò una previsione che allora sembrava catastrofica: «Ne arresteranno mille». Col senno di poi, era stato ottimista. La procura di Milano ha aggiornato le statistiche dei processi di «Mani Pulite» per dieci anni, fino al 15 gennaio 2002, perché poi è caduto tutto in prescrizione. Il bilancio finale è di 1.233 condanne per corruzione, concussione, finanziamento illecito dei partiti e relativi falsi in bilancio aziendali.

Il presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, sentito il presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha convocato il Parlamento in seduta comune, con la partecipazione dei delegati regionali, lunedì 24 gennaio, alle ore 15, per l’elezione del presidente della Repubblica.

“Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta”. Nell'Aula del Senato, ieri sera, la vicepresidente di turno Anna Rossomando ha certificato così la situazione del dibattito generale sul ddl Zan. Sono intervenuti 19 su 35 iscritti a parlare ma non si sa ancora quando la discussione potrà riprendere. Di sicuro c'è che il calendario di Palazzo Madama di qui a fine luglio – appena varato dalla conferenza dei capigruppo – non prevede ulteriori tappe

Il calendario approvato dalla conferenza dei capigruppo del Senato prevede che, dopo questa prima settimana in Aula, la discussione generale sul ddl Zan prosegua alle 16,30 di martedì 20 luglio. Nel complesso sono oltre sessanta gli iscritti a parlare. Sempre martedì prossimo, ma alle 12, scadrà il termine per la presentazione degli emendamenti: un momento decisivo per verificare la possibilità di un accordo su una riformulazione del testo in esame

“La Conferenza episcopale italiana ha fatto tutto il possibile per far presenti le obiezioni al disegno di legge”. A farlo presente è il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, intervistato da Andrea Tornielli su Vatican News in merito al ddl Zan. E poi aggiunge: “Non è stata un’ingerenza. Lo Stato italiano è laico, non è uno Stato confessionale, come ha ribadito il Presidente del Consiglio”.

“Il nostro è uno Stato laico, non è uno stato confessionale. Quindi il Parlamento è certamente libero di discutere, di legiferare”. Lo ha affermato poco fa il presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, a proposito del cosiddetto ddl Zan contro l’omotransfobia nel corso della replica al dibattito per le Comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 24 e 25 giugno.