Parlamento

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Il numero dei parlamentari si riduce da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori elettivi (esclusi i senatori a vita). Hanno votato a favore quasi tutti i gruppi: 553 i sì, 14 i no, 2 le astensioni. Con questo passaggio si completa l'iter parlamentare della riforma che, modificando gli articoli 56,57 e 59 della Costituzione, ha richiesto una doppia approvazione da parte di Camera e Senato.

In un'intervista al Sir Luciano Eusebi docente di diritto penale all'Università Cattolica di Milano commenta in modo critico la recente sentenza della Corte costituzionale sul suicidio assistito, ritenendo che oltrepassi il punto di equilibrio fissato in materia con la legge n. 219/2017.

«Saremo attenti e vigilanti a tutela della vita delle persone, soprattutto di chi si trova in situazioni di disagio, di difficoltà, di malattia». Così mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, ha risposto ad una domanda di un giornalista in merito ad un possibile avvio di un iter parlamentare per una legge sul «fine vita», dopo la sentenza della Consulta sul suicidio assistito. 

Reintrodurre la protezione umanitaria; abrogare la norma riguardante la residenza dei richiedenti asilo; ristabilire un sistema nazionale di accoglienza; abrogare le norme riguardanti i divieti per le navi impegnate nei salvataggi: sono queste le principali richieste dell'appello al parlamento e governo presentato oggi a Roma dalla campagna «Io accolgo», che riunisce una cinquantina delle principali organizzazioni che si occupano di accoglienza migranti.

Alla vigilia della sentenza della Consulta, il vicepresidente della Cei, mons. Mario Meini, torna ad esprimere - dopo il card. Bassetti e il Papa - la preoccupazione della Chiesa italiana «per la possibilità di ammettere il suicidio assistito». Nei confronti del nuovo Governo, fa notare il vescovo di Fiesole, «le attese della gente sono alte», sere «stabilità politica fondata su maggioranze chiare e su programmi solidi e condivisi».

Matteo Renzi non ce l’ha fatta ad aspettare la Leopolda e ha annunciato l’uscita dal Pd assicurando il suo appoggio al governo Conte bis. Vuole essere certo di intercettare i più moderati, persone che non voterebbero una destra sovranista ma neppure sottoscriverebbero l’alleanza Zingaretti-Di Maio