Parlamento

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Per il giurista Alberto Gambino, presidente di Scienza & Vita, il testo del ddl 1142, approvato alla Camera, va modificato perché consente troppa discrezionalità interpretativa, considera alimentazione e idratazione artificiale come trattamenti sanitari, «apre» all’abbandono terapeutico, non riconosce il diritto del medico all’obiezione di coscienza.

Un fronte vasto e trasversale della società civile che lavora con i migranti è unito da un obiettivo comune: governare i flussi migratori in modo efficace, trasformandoli in opportunità per il Paese attraverso una proposta di legge d'iniziativa popolare. Tra le novità più rilevanti: l'introduzione di un permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di occupazione, la reintroduzione del sistema dello «sponsor», l'abolizione del reato di clandestinità e la possibilità, per gli immigrati, di poter godere dell'80% dei contributi previdenziali versati una volta tornati nel Paese di origine.

Nello stesso giorno - lo scorso 29 marzo - sono state approvate la nuova legge «in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati» e le «Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale»… Due provvedimenti opposti che confermano, ancora una volta, una sorta di strabismo nella politica migratoria.

Arriviamo per ultimi in Europa, ma va pur sottolineato che per la prima volta si interviene contro la povertà assoluta con una misura strutturalmente inserita nel bilancio dello Stato e unica su tutto il territorio nazionale. Insieme al Rei è prevista una serie di servizi alla persona, di cui pure la legge dispone il riordino, nell'ambito di un piano personalizzato per ciascun nucleo familiare, rivolto a incentivare l'inclusione sociale.

L'Italicum emendato dalla Corte costituzionale e da questa definito immediatamente utilizzabile, prevede che nei 100 collegi i capolista siano «bloccati», cioè che vengano eletti per primi nel caso scatti il seggio per il loro partito. La conseguenza sarebbe che almeno due terzi dei deputati verrebbero eletti a prescindere dal voto di preferenza, che pure è permesso.