Parlamento

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“Lottare contro le mafie significa non solo reprimere”, ma anche “bonificare, trasformare, costruire”. Lo ha sottolineato Papa Francesco, incontrando in Vaticano i membri della Commissione Parlamentare Antimafia. Dinanzi ai segni della “crisi morale” che “oggi attraversa persone e istituzioni”, il Pontefice ha indicato due livelli per contrastare le mafie, che “rubano il bene comune, togliendo speranza e dignità alle persone”. Anzitutto quello politico, “attraverso una maggiore giustizia sociale”; e quello economico, “attraverso la correzione o la cancellazione di quei meccanismi che generano dovunque disuguaglianza e povertà”.

Il dibattito sulla legge per lo ius soli «doveva essere tenuto fuori dalle discussioni sugli sbarchi, sull'accoglienza dei profughi, perché si tratta di un tema completamente diverso. Ed è una riforma del diritto di cittadinanza e mi auguro davvero che il Parlamento riesca ad approvarla». Lo spiega il sindaco di Prato Matteo Biffoni, che in Anci è il responsabile nazionale immigrazione.

Il nuovo sistema si applicherà a tutti i parlamentari, a quelli in carica, a quelli che verranno eletti in futuro e, soprattutto, a quelli che hanno concluso il mandato in precedenza, che quindi vedranno ricalcolati i rispettivi trattamenti economici, con decurtazioni che potrebbero essere anche molto rilevanti. Dopo il sì della Camera serve però quello del Senato.

Il rinvio dell’approvazione della legge sullo «ius culturae» (o «ius soli temperato») è una «melina» che «non convince, non rassicura e dà da pensare». È quanto scrive il direttore di «Avvenire», Marco Tarquinio, in un editoriale nel quale rileva che «non è affatto una bella notizia, anzi è una notizia che riempie di tristezza, l’incapacità dichiarata del Parlamento della Repubblica di completare prima della cosiddetta ‘pausa estiva’ l’iter della legge».

«Dopo anni di rinvii l’Italia si è finalmente dotata di una legge che introduce il reato di tortura nel nostro codice penale, cosa che dobbiamo salutare positivamente; peccato si debba ancora una volta parlare di occasione mancata, visti i punti deboli della legge così come più volte abbiamo evidenziato». Così Massimo Corti, presidente di Acat Italia (Azione dei cristiani per l’abolizione della tortura), all’indomani dell’approvazione della legge sul reato di tortura da parte della Camera dei deputati.

Se ne discuterà di nuovo a settembre. In quel frangente la concomitanza con la legge di bilancio – passaggio cruciale dell'ultimo scorcio della legislatura – non sembrerebbe proprio il miglior viatico per un confronto positivo tra le forze politiche. Viceversa, potrebbe giovare la considerazione che a quel punto il tema delle elezioni anticipate sarebbe materialmente fuori gioco...