Parlamento

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La nuova legge regolamenta le unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina le convivenze di fatto.  Nel primo caso l’unione viene definita come «specifica formazione sociale» per differenziarla lessicalmente dal matrimonio civile, anche se poi tutta la disciplina è sostanzialmente costruita in analogia con quest’ultimo.

Mentre la Camera vota la fiducia al ddl sulle unioni civili, da più parti nel mondo dell'associazionismo cattolico si levano voci di protesta sia per la scelta del governo di porre la fiducia che per l'impianto setsso della legge. Ecco le opinioni di Mcl, Ugci, Amci, Azione cattolica e Forum delle famiglie raccolte dall'Agenzia Sir.

«Il voto di fiducia può rappresentare anche una sconfitta per tutti». Lo ha detto oggi pomeriggio monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, a margine del convegno sulle tossicodipendenze promosso dalla Fict (Federazione italiana comunità terapeutiche), in corso a Roma, rispondendo ai giornalisti a una domanda sulla fiducia posta dal Governo sul ddl Cirinnà.

Sul possibile ricorso al voto di fiducia alla Camera sul ddl sulle unioni civili interviene Massimo Gandolfini,presidente del Comitato Difendiamo i nostri figli, che annuncia la costituzione a Roma il prossimo 28 maggio del Comitato «Famiglie per il no al referendum» costituzionale.

Con il sì definitivo della Camera dei Deputati (361 favorevoli, 7 contrari e 2 astenuti) il disegno di legge di riforma costituzionale è giunto al traguardo. Grandi le novità introdotte, a partire dalla modifica del Senato. Ora la parola finale spetta ai cittadini italiani attraverso il referendum confermativo previsto per ottobre.