Parlamento

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Ancora dieci giorni di attesa e poi il voto in Senato, per decidere sulla regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, intervenuto ieri ha così commentato: «Mi sembra una grande distrazione da parte del Parlamento rispetto ai veri problemi dell'Italia: creare posti di lavoro, dare sicurezza sociale, ristabilire il welfare». Parole di incoraggiamento per il Family Day: «È condivisibile».

La conferenza dei capigruppo alla Camera ha calendarizzato - per la prima volta nel nostro Paese - la discussione in aula sulle proposte di legge circa il testamento biologico e l'eutanasia. Poiché l'inizio del dibattito parlamentare è previsto per il prossimo marzo, le Commissioni parlamentari (Affari Sociali e Giustizia) dovranno sicuramente preparare il terreno, provando magari a redigere un testo unico che compendi gli aspetti salienti delle proposte sul fine vita finora depositate da vari partiti.

«Chiedo che la politica non sia strabica. Non si può pensare a un governo che sta investendo tantissime energie per queste forme di unioni particolari e di fatto sta mettendo all’angolo la famiglia tradizionale che deve essere un pilastro della società». Lo ha detto ieri monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, a proposito del ddl Cirinnà durante la trasmissione «In mezz’ora» su Rai Tre.

L’addio al «bicameralismo perfetto» o «paritario» rappresenta il vero stacco rispetto alle scelte dei Costituenti. Il tutto in nome di una governabilità accelerata richiesta dai tempi. Non meno significative le altre modifiche, a partire dalle modalità di elezione e dal referendum propositivo. La Riforma costituzionale passerà al vaglio del referendum popolare confermativo previsto per l’autunno del 2016

Previsto un nuovo istituto giuridico di diritto pubblico con specifici diritti sociali. Tra questi la responsabilità genitoriale e adottabilità sul figlio anche naturale di uno dei partner della coppia omosessuale; la reversibilità della pensione; l'iscrizione delle «unioni» nell'archivio dello stato civile; il riconoscimento di obblighi di mutua assistenza e la successione testamentaria.

In un’estate dominata dalla tragedia epocale dei migranti, che bussano alle porte d’Europa come il popolo d’Israele guardava alla valle del Giordano dalla cima del Monte Nebo, colpisce molto sfavorevolmente che all’argomento non sia stato dedicata nemmeno la parvenza di un dibattito parlamentare straordinario.

Proteste, ancora proteste contro la legge Madia, la contestata riforma della Pubblica amministrazione, che prevede tra l’altro l’accorpamento del Corpo Forestale dello Stato con un’altra forza pubblica (Carabinieri, probabilmente). Il Senato, con 145 voti a favore, 97 contrari e nessun astenuto, ha approvato definitivamente il progetto di riforma, ora da tradurre in decreti attuativi che lo rendano operativo. Un progetto che non piace ai Forestali che in un recente referendum hanno bocciato all’unanimità la soppressione del Corpo.