Parlamento

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Lo hanno definito l’Uomo Invisibile. Sbagliato: Sergio Mattarella ha poco a che vedere sia con il personaggio centrale del romanzo di Ralph Waldo Ellison, sia con il protagonista dell’opera di H. G. Wells. Un uomo ai margini del suo mondo il primo, uno scienziato in pieno delirio di onnipotenza il secondo. Semmai, il nuovo Presidente della Repubblica è l’esatto opposto, impersonificando l’impegno nel mondo caro a Diogneto coniugato con la riservatezza, se non l’umiltà, del servitore del bene comune.

Dopo un anno di governo Renzi è lecito fare un bilancio di un presidente del Consiglio che sembra avere voluto lui stesso provocare esami severi proclamandosi diverso da tutti i premier che l’hanno preceduto, promettendo molto e soprattutto, cosa difficile a fare in una democrazia in generale e nella democrazia italiana in particolare, mettendo scadenze in tempi molto brevi e inserendo nella politica quel culto della velocità che perfino i futuristi riservavano solo all’opera d’arte. Gli avversari parlano di molto fumo e poco arrosto.

Economia in difficoltà, crisi morale, riforme lontane e dai contenuti molto incerti: a ben vedere, si capiscono le ragioni della stanchezza di Napolitano. La realtà è che l’Italia di oggi somiglia molto a quella del 1992, quando al Quirinale salì Oscar Luigi Scalfaro.  Il prossimo presidente, che forse uscirà solo al termine di una lotta lunga e defatigante, dovrà essere capace di infondere la stessa fiducia.

Il costituzionalista Carlo Fusaro, docente all'Università di Firenze, analizza i passaggi significativi del nono e ultimo messaggio: «L'eccezionalità della rielezione ha permesso di far decollare una legislatura che tutti pensavamo 'nata morta', e invece sta operando un'incisiva riforma del sistema, operazione che Napolitano rivendica con forza, invitando a portarla 'a piena conclusione'».

Il 18 dicembre, presso la sala stampa di Montecitorio, una rappresentanza del movimento Slotmob ha incontrato i parlamentari Preziosi, Baroni, Basso, Mantero, Endrizzi, Binetti, Paglia e Sberna chiedendo di sbloccare l’iter del testo unificato - a firma Binetti - per la prevenzione, la cura e la dipendenza da Gap (Gioco d’azzardo patologico).

Una mozione alla Camera dei deputati perché il governo italiano esorti il Pakistan a proteggere le minoranze religiose, soprattutto i cristiani perseguitati dalla legge sulla blasfemia e vittime di schiavitù lavorativa nelle fabbriche di mattoni. È stata presentata oggi durante una conferenza stampa a Roma promossa dall'Associazione pakistani cristiani in Italia, che ha coinvolto deputati e senatori di diversi schieramenti politici per portare avanti l'iniziativa.

«Sembra che il male principale se non l'unico della giustizia italiana siano le cause di divorzio». Lo afferma Francesco Belletti, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, che spiega: «Al divorzio breve e autogestito è riservata, nei lavori parlamentari una corsia preferenziale quasi che i ritardi accumulati dai tribunali dipendano solo da dibattiti e sentenze di divorzio».

Audizione oggi in Commissione cultura della Camera. Il presidente nazionale della Fisc Francesco Zanotti: «Ne abbiamo portato un pacco e li abbiamo messi sui tavoli. Hanno potuto constatare che si tratta di giornali “veri”». Spiegate le ragioni di democrazia e pluralismo che giustificano il rispristino del Fondo per l'editoria.

«Ai parlamentari della Settima Commissione Cultura della Camera abbiamo presentato i giornali diocesani che prendono i contributi per l'editoria. Hanno potuto constatare che si tratta di giornali ‘veri'. C'è stato ascolto e, mi è parso, anche il desiderio di confrontarsi»: così Francesco Zanotti, presidente nazionale della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), sintetizza al Sir l'esito dell'audizione parlamentare di questa mattina.