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«Il vero rischio che ora il Paese corre è quello di aumentare, paradossalmente, la propensione all'illegalità, rendendo più fragile la coesione sociale anche per le famiglie italiane, mentre per le imprese sarà più difficile reperire legalmente manodopera giovane e motivata». Lo scrive don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, in un editoriale pubblicato da «Famiglia Cristiana» sul numero in edicola oggi, nel quale analizza l'impatto sociale del Decreto sicurezza.

Il Consiglio italiano per i rifugiati (Cir) in una nota si dice «profondamente preoccupato per la conversione in legge del Decreto immigrazione e sicurezza, una normativa che, da una parte, comprimerà i diritti dei richiedenti asilo e rifugiati e dall'altra, andrà a compromettere fortemente il sistema di accoglienza e integrazione in questi anni faticosamente costruito». 

L'Associazione nazionale Comuni italiani ha fatto il punto sul sistema Sprar e sulle modifiche introdotte dal dl sicurezza. Decaro, «governo non può attuare azioni, seppur legittimamente, sulle spalle delle comunità. Biffoni «rete dei Comuni la migliore esperienza che l'Italia abbia prodotto». «Comprensibile la preoccupazione» su Decreto sicurezza.

Nell'audizione in Parlamento il presidente dell'Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), Giuseppe Pisauro ha confermato che con la manovra del governo  l'indebitamento nel 2019 si situerebbe al 2,6% del Pil. A proposito della «quota 100» ha spiegato che potrebbe riguardare 475 mila persone nel 2019 con un aumento della spesa pensionistica di 13 miliardi. però le penalizzazioni per chi ne usufruisse variano dal 5 al 30%.

«Occorrerebbe una incisiva azione sul fronte della razionalizzazione della spesa nelle sue componenti meno funzionali al sostegno della crescita. I risparmi previsti a copertura della manovra puntano soprattutto su rimodulazioni e riprogrammazioni o riduzioni di stanziamenti di fondi ancora da ripartire ripetendo su questo fronte scelte del passato volte a rinviare l'adozione di una effettiva individuazione delle aree meno funzionali ai compiti propri dell'amministrazione pubblica». Così la Corte dei Conti in audizione in Parlamento riguardo all'esame dei documenti di bilancio.

Fisc, File, Uspi e Alleanza delle Cooperative italiane comunicazione si dicono disponibili a migliorare ulteriormente la legge sull'editoria. Ma fanno quadrato per tutelare quel presidio di democrazia rappresentato da centinaia di testate sparse sul territorio nazionale. Voci senza le quali l'Italia si scoprirebbe più povera.