Province

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Il Governo ha approvato in via preliminare un disegno di legge che riduce il ruolo delle province ed istituisce dieci città metropolitane al posto di altrettante province. Il Sindaco di Firenze sarà anche il sindaco metropolitano, affiancato da un consiglio metropolitano con poteri di pianificazione urbanistica e programmazione economica. La Regione avrà di fronte un nuovo soggetto politico col quale concertare le decisioni importanti come quelle relative all'aeroporto

Il Consiglio dei Ministri ha approvato questa mattina in via preliminare il disegno di legge che riorganizza il sistema delle province, accelera l'istituzione delle città metropolitane e rivede le unioni e fusioni dei comuni. Il ddl ora andrà all'esame della Conferenza Unificata per poi tornare all'esame dell'esecutivo per il varo definitivo.

La giunta regionale ha dato oggi il via libera alla proposta dell’assessore al lavoro Gianfranco Simoncini di destinare 7 milioni di euro ai centri per l’impiego gestiti dalle Province per assicurare la continuità dei servizi anche per il prossimo anno. La delibera modifica il piano attuativo di dettaglio del programma operativo del Fondo sociale europeo, consentendo così di trovare le risorse in un momento di incertezza sul piano sia istituzionale che finanziario.

L'economista Luigi Paganetto riflette sul dibattito legato all'abolizione delle province partendo ai titoli dei telegiornali. Per il docente di economia internazionale all'Università Tor Vergata di Roma sottolinea come il cuore del problema parte da una domanda: «Qual è il modo di fare una buona organizzazione sul territorio?». Se si dà una risposta a questa esigenza il nodo problematico potrà essere superato.

«Che ne sarà delle province già commissariate, in virtù di una legge anticostituzionale? Il governatore Rossi prenda una posizione in merito». A stretto giro dall’approvazione da parte del Governo del ddl sull’abolizione delle province, la consigliera regionale Marina Staccioli (Gruppo Misto) richiama l’attenzione su quegli Enti che sono già arrivati alla scadenza del mandato elettorale e non sono tornati alle elezioni. Una condizione sperimentata anche in Toscana dalla Provincia di Massa Carrara.

Un incontro per fare il punto sulla situazione e per creare un«fronte comune» tra i Prefetti ed i Presidenti delle Province toscane a difesa dei servizi essenziali al cittadino come scuola, viabilità, difesa del suolo e gli aspetti sociali legati alla gestione centri per l’impiego. Questi i temi della riunione in programma alla Prefettura di Firenze e che ha visto la partecipazione dei Presidenti delle Province Toscane a confronto con tutti i Prefetti della regione.

Buona notizia per i Comuni e le Province Toscane. Buona notizia, in parte già annunciata, sopratutto per i Comuni più piccoli, che sono anche quelli, spesso, con le maggiori difficoltà. Da subito gli uni e gli altri potranno infatti spendere un po’ più del previsto e far ripartire qualche cantiere: 33 milioni di maggiore spesa concessa dalla Regione, che Comuni e Province devono avere in cassa per poterli utilizzare ma che non sono più bloccati dal patto di stabilità.