Quirinale

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«La necessità e l’urgenza di un governo stabile e immediato si impone sempre di più» perché «la gente è stremata e la disoccupazione aumenta». Così l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, a margine del convegno «Le sfide del XXI secolo e la Dottrina sociale della Chiesa» organizzato presso il Centro Don Bosco di Genova.

Le due relazioni consegnati dai gruppi di indagine al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rappresentano «il contributo conclusivo, alla vigilia del compimento del mio mandato e della scelta del nuovo presidente, che sono stato in grado di dare alla soluzione del problema del governo dopo le elezioni del 24 febbraio». I DOCUMENTI INTEGRALI

Votazioni drammatiche, trabocchetti, franchi tiratori, commedie degli inganni per sabotare i candidati più forti. C’è di tutto nel copione che vedrà protagonisti 630 deputati, 315 senatori,  58 delegati regionali e quattro senatori a vita. Totale: 1.007 grandi elettori che il 18 aprile si riuniranno a Montecitorio per eleggere il dodicesimo presidente della Repubblica, destinato a rimanere in carica per i prossimi sette anni. La maggioranza qualificata dei due terzi che serve per i primi tre scrutini è di 671 voti. Per i successivi basta arrivare a 504 suffragi.

Il 18 aprile le Camere si riuniranno per eleggere il dodicesimo presidente della Repubblica italiana. Il 24 e 25 febbraio gli italiani hanno votato, ma l’Italia è ancora senza governo. Nel frattempo il Paese ha assistito al balletto estenuante ed estenuato dei «no», ripetuti sino alla noia. Poi, all’improvviso, alcune parole hanno dato una scossa ai Palazzi della politica italiana.