Quirinale

Ultimi contenuti per il percorso 'Quirinale'

Il Sir ha visitato in esclusiva la residenza ufficiale del Presidente della Repubblica. Nelle intenzioni di Mattarella, spiega il portavoce Giovanni Grasso, deve esserci “una convivenza tra il flusso crescente dei visitatori e le attività istituzionali del Presidente” perché “è qui che si formano i governi e avvengono le consultazioni: i visitatori vengono per conoscere l’arte e la storia del palazzo, ma anche per sapere cosa si fa in queste sale”

Giuseppe Savagnone, docente di dottrina sociale della Chiesa presso la Lumsa di Palermo: «L'elenco di attenzioni, molto ampio, tra cui si citano quelle a donne, disabili, malati, mostra l'impegno del presidente verso la realtà effettiva della società. Non è solo un discorso di garanzia del suo ruolo di arbitro super partes: Mattarella ha chiesto l'aiuto di tutti per applicare veramente la Costituzione».

Lo hanno definito l’Uomo Invisibile. Sbagliato: Sergio Mattarella ha poco a che vedere sia con il personaggio centrale del romanzo di Ralph Waldo Ellison, sia con il protagonista dell’opera di H. G. Wells. Un uomo ai margini del suo mondo il primo, uno scienziato in pieno delirio di onnipotenza il secondo. Semmai, il nuovo Presidente della Repubblica è l’esatto opposto, impersonificando l’impegno nel mondo caro a Diogneto coniugato con la riservatezza, se non l’umiltà, del servitore del bene comune.

«Ho l'impressione di avere un amico di Azione Cattolica al Quirinale. Ho la presunzione di capire Mattarella nel suo modo di essere un cristiano che si accinge a rappresentare un Paese intero, a esprimere i pensieri, i desideri e anche le paure di questo Paese, da esorcizzare e indirizzare invece verso il bene comune. Un cristiano: questa è la sensazione immediata, ma è anche un uomo le cui riforme hanno lasciato un segno. Le sue sono tra le riforme italiane meno messe in discussione, a prescindere da quella elettorale». Così Domenico Delle Foglie, direttore del Sir, rispondendo a una domanda nel programma «Piazza Inblu», andato in onda stamattina.

Trentacinque minuti di discorso, interrotti continuamente dagli applausi e conclusi dall’esortazione «Viva l’Italia, viva la Repubblica». Sergio Mattarella, dodicesimo presidente della Repubblica, eletto in quarta votazione sabato 31 gennaio, con un’amplissima maggioranza (665 su 995 votanti), al termine del suo discorso di insediamento ha raccolto un lungo applauso in piedi, dal Parlamento riunito, martedì 3 febbraio, in seduta comune.

«Mi mancava solo l'elezione del Presidente della Repubblica per chiudere l'articolo, è stata la ciliegina sulla torta...». Bartolomeo Sorge, gesuita come Papa Francesco, è stato direttore della Civiltà cattolica negli anni ottanta, acerrimo nemico degli integralisti cattolici, fautore di un rinnovamento della Democrazia cristiana, prima di lasciare (obtorto collo) Roma e approdare a Palermo, dove, dal 1986 al 1996, diresse l'Istituto di formazione politica Pedro Arrupe, laboratorio della Rete di Leoluca Orlando e della «primavera di Palermo».

La scelta politica di Mattarella per il Quirinale appare come un suggello al sogno moroteo di un bipolarismo in grado di superare le angustie della politica del suo tempo e di prefigurare una divisione fra progressisti (tra i quali lui si annoverava) e i conservatori. Una linea di cultura politica e di politica culturale che fu drammaticamente stroncata dalla violenza brigatista.