Referendum

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Si terranno il 12 giugnio i referendum abrogativi sulla giustizia. Cinque i questiti, proposti da Lega e Radicali, su cui saremo chiamati a scegliere. A Firenze e Scandicci, due incontri Leonardo Bianchi per spiegare i questiti e le conseguenze che il voto potrà avere.

La Corte Costituzionale, che oggi ha proseguito in Camera di consiglio l’esame sull’ammissibilità dei referendum cominciato ieri, ha finora ritenuto ammissibili i seguenti quesiti referendari: “Abrogazione delle disposizioni in materia di incandidabilità”; “Limitazione delle misure cautelari”; “Separazione delle funzioni dei magistrati”; “Eliminazione delle liste di presentatori per l’elezione dei togati del Csm”. 

“Abbiamo accolto con soddisfazione la notizia che corrisponde alla saggezza giuridica, che manifesta la giusta e doverosa attenzione nei confronti della vita umana la cui tutela è il cardine degli ordinamenti civili ai quali l’ordinamento italiano vuole appartenere. Questa decisione ribadisce la fondamentalità del valore della vita umana nel nostro sistema giuridico ovvero la centralità della tutela della dignità della vita umana nella nostra Carta Costituzionale”. Così la presidente del Movimento per la vita italiano, Marina Casini, commenta la sentenza della Consulta che ha ritenuto inammissibile il quesito referendario relativo all’“Abrogazione parziale dell’articolo 579 del Codice penale (omicidio del consenziente). 

La Corte Costituzionale ha ritenuto inammissibile il quesito referendario relativo all’“Abrogazione parziale dell’articolo 579 del Codice penale (omicidio del consenziente)” perché “a seguito dell’abrogazione, ancorché parziale, della norma sull’omicidio del consenziente, cui il quesito mira, non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili”.

“Io non ho firmato e se il referendum dovesse avere l’ok della Corte costituzionale e quindi portare gli italiani alle urne non andrò a votare”. Luciano Squillaci da cinque anni è il presidente nazionale della Federazione italiana delle comunità terapeutiche (Fict). Sul referendum sulla cannabis non ha dubbi: “Il dibattito è abbondantemente stantio, in questo momento i problemi collegati alla droga sono altri, ben più gravi e complessi; andare a riaccendere un dibattito ideologico è anacronistico e pericoloso”