Sergio Mattarella

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“Nella triste ricorrenza del quarto anno dal gravissimo terremoto che provocò nell’Italia Centrale più di trecento vittime e oltre quarantamila sfollati, desidero ancora una volta esprimere ai cittadini di Amatrice, Accumuli, Arquata, Pescara del Tronto e delle altre zone colpite, vicinanza e solidarietà. Il pensiero che si rinnova va, anzitutto, alle vittime e ai loro familiari. E ai tanti che hanno perduto casa o lavoro – e spesso entrambi – in quella notte drammatica”. Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del quarto anniversario del terremoto che il 24 agosto 2016 fece tremare il Centro Italia, causando morte e distruzione.

“Scompare con Cesare Romiti un importante protagonista di una impegnativa e controversa stagione delle relazioni industriali e del capitalismo italiano, in presenza di profonde trasformazioni dei mercati internazionali e di spinta a modifiche negli assetti del nostro Paese”. Lo sottolinea oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della morte di Cesare Romiti, all’età di 97 anni.

“Non possiamo – e non dobbiamo – dimenticare quel che è avvenuto, le settimane in cui morivano, quotidianamente, centinaia di nostri concittadini. In cui medici e infermieri, presenti negli ospedali, con abnegazione profondevano sforzi immani correndo rischi personali molto alti per curare i malati. In cui nei cimiteri non si trovava spazio per i tanti feretri”. È il monito lanciato questa mattina al Quirinale dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia di consegna del Ventaglio da parte dell’Associazione stampa parlamentare. 

“La storia non si cancella e le esperienze dolorose, sofferte dalle popolazioni di queste terre, non si dimenticano. Proprio per questa ragione il tempo presente e l’avvenire chiamano al senso di responsabilità, a compiere una scelta tra fare di quelle sofferenze patite, da una parte e dall’altra, l’unico oggetto dei nostri pensieri, coltivando risentimento e rancore, oppure, al contrario, farne patrimonio comune, nel ricordo e nel rispetto, sviluppando collaborazione, amicizia, condivisione del futuro”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Trieste in occasione della firma del Protocollo d’intesa riguardante la restituzione del Narodni Dom alla minoranza linguistica slovena in Italia. 

Sulla strage di Ustica, avvenuta il 27 giugno 1980, occorre “trovare risposte risolutive” e arrivare “ad una ricostruzione piena e univoca” perché “il dovere della ricerca della verità è fondamentale per la Repubblica”. Lo ha affermato oggi il capo dello Stato Sergio Mattarella, in occasione del 40° anniversario della tragedia “impressa nella memoria della Repubblica con caratteri che non si potranno cancellare”. 

“Il ruolo del mercato è centrale nel processo di ripresa del Paese che ha subito una crisi sanitaria senza precedenti, con gravi effetti economici e sociali, e conseguenze ancora difficili da valutare nella loro complessità”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al presidente della Commissione nazionale per le società e la borsa, Paolo Savona, in occasione dell’incontro annuale della Consob con il mercato finanziario.

“La Repubblica nasce nel rifiuto del carattere autoritario e centralista dello Stato, inasprito dal regime fascista, contro la tradizione dei liberi Comuni e delle identità dei territori, ricchezza della civiltà dell’Italia”. Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dei 50 anni dalle prime elezioni regionali.

“Adesso dipende anche da noi: dalla nostra intelligenza, dalla nostra coesione, dalla capacità che avremo di decisioni efficaci”. Lo ha detto, stasera, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel saluto che ha rivolto, nei Giardini del Quirinale, all’inizio del “Concerto dedicato alle vittime del coronavirus”, nel 74° anniversario della Festa nazionale della Repubblica.

"Grave sconcerto" e "riprovazione" per quanto emerso, "non appena è apparsa in tutta la sua evidenza la degenerazione del sistema correntizio e l’inammissibile commistione fra politici e magistrati". Lo si legge nella nota dell’Ufficio stampa della presidenza della Repubblica sulle vicende inerenti al mondo giudiziario