Sergio Mattarella

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“La guerra genera effetti gravissimi: si acuiscono le tensioni, si obbligano – a parte le vittime – milioni di donne e minori ad abbandonare le loro abitazioni per cercare rifugio altrove, si rende più difficile la collaborazione internazionale in materia climatica e ambientale, si creano squilibri insostenibili nei prezzi di alcune fondamentali derrate alimentari con conseguenze destabilizzanti per intere regioni del mondo, anche a noi prossime, come l’area del Mediterraneo e il continente africano". Lo ha affermato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla Conferenza sulla Cooperazione allo sviluppo in corso a Roma.

L’invecchiamento, l’anzianità, non costituiscono una condizione di emarginazione da recuperare”. Lo ha scritto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato alla ministra per le Pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, in occasione della 5ª Conferenza ministeriale della Commissione economica delle Nazioni Unite per l’Europa dedicata all’invecchiamento.

“Oggi l’amara lezione dei conflitti del XX secolo sembra dimenticata. L’aggressione all’Ucraina da parte della Federazione Russa pone in discussione i fondamenti stessi della nostra società internazionale, a partire dalla coesistenza pacifica. Trovarsi nel continente europeo nuovamente immersi in una guerra di stampo ottocentesco che sta generando morti e distruzioni richiama immediatamente alla responsabilità. La Repubblica italiana è convintamente impegnata nella ricerca di vie di uscite al conflitto, che portino al ritiro delle truppe occupanti e alla ricostruzione dell’Ucraina”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’intervento che ha aperto il concerto eseguito al Quirinale dall’Orchestra del Teatro “La Fenice” di Venezia diretta dal Maestro Myung Whun Chung.

“Sono trascorsi settantasei anni dal voto referendario con cui il popolo italiano sceglieva la Repubblica, inaugurando, dopo l’avventura del fascismo e la tragedia bellica, una nuova pagina della nostra storia. L’Italia avrebbe poi, con la Carta costituzionale, edificato un riferimento sicuro su cui realizzare una nuova comunità, un programma esigente da attuare, all’insegna dei valori della pace e della libertà, dell’uguaglianza e della solidarietà sociale”. Lo ha scritto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio ai prefetti d’Italia in occasione della Festa della Repubblica.

“Giuslavorista, Massimo D’Antona ha posto la propria cultura e la propria intelligenza a servizio di un ammodernamento delle relazioni industriali e sociali, con l’intento di contribuire a rendere i diritti del lavoro più esigibili nelle trasformazioni in atto nel mercato, le istituzioni più autorevoli nello svolgere le loro funzioni di garanzia, il sistema produttivo più capace di efficienza e, al tempo stesso, di promozione della condizione dei lavoratori”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricorda Massimo D’Antona in occasione del 23° anniversario dell’assassinio commesso dalle Nuove Brigate Rosse il 20 maggio 1999.

“Nella consapevolezza che ogni guerra lasci il mondo peggiore di come l’ha trovato, la costante sollecitudine della Santità Vostra a mai smarrire il sentiero della fratellanza costituisce un ancoraggio prezioso e un saldo punto di riferimento per far prevalere le ragioni della pace”. Lo ha scritto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio che ha inviato a Papa Francesco in occasione del IX anniversario del suo Pontificato.

“L’Italia celebra la Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera, commemorando il 161° anniversario del raggiungimento dell’unità del Paese. Una storia lunga e travagliata, che ha portato a realizzare gli ideali di indipendenza, libertà, democrazia propri al Risorgimento e alla lotta di Liberazione e realizzati pienamente con la nascita della Repubblica e l’approvazione della Carta Costituzionale”. Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 161° anniversario dell’Unità d’Italia e della “Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”.

“La voglia di pregare per Papa Francesco, per i temi del convegno, per la pace in Ucraina manifestata dalla nostra gente ci ha spinto a confermare la presenza dei fedeli in piazza in Santa Croce”. Lo ha comunicato il cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, al termine della riunione in Prefettura alla quale hanno partecipato tutte le autorità interessate e il Cerimoniale del Quirinale. 

“Il calore con cui tanti concittadini, nei momenti più difficili, hanno esposto la bandiera alle finestre di casa e intonato il Canto degli Italiani, ha segnato la memoria collettiva del Paese e richiamato il valore fondamentale della solidarietà e della coesione sociale. Tutte le istituzioni e le espressioni della società civile hanno saputo compiere la loro parte”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Festa del Tricolore, “simbolo dell’Italia e testimone del cammino che ha portato alla costruzione della Repubblica, libera e democratica” di cui si celebra oggi il 225° anniversario.