Povertà

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Un incontro per fare il punto su come la pandemia abbia cambiato le vite di migliaia di famiglie e ragazzi a rischio di esclusione e povertà educativa in Toscana, dove oltre 121 mila persone nel 2020 sono finite sotto la soglia di povertà e l’abbandono scolastico colpiva oltre 1 studente su 10. Oggi, con l’emergenza Covid-19, sono tra il 7 e l’8% i ragazzi che vivono in povertà assoluta o relativa.

Nel momento del bisogno Prato riesce sempre a dare il meglio di sé. Lo sa bene l’Emporio della Solidarietà che nell’anno più difficile della nostra storia recente, quello segnato dalla pandemia, ha potuto contare su un vero e proprio «slancio di solidarietà» da parte dei pratesi e delle aziende del territorio. 

Mentre la crisi economica dovuta al Covid 19 comincia a farsi sentire, nei territori si muovono idee e proposte per mitigarne gli effetti con concreti esempi di carità. Anche a Pistoia alcuni cittadini si sono mossi con il motto “Nessuno si salva da solo” proponendo una sorta di “decima” o “patrimoniale” autotassata per i redditi più garantiti da devolvere a un fondo Caritas destinato a lenire le nuove povertà.

Un contributo importante e duraturo. L’occasione è stata la terza serata, nel corso di questa annata, in cui i volontari del Rotary Club Arezzo hanno offerto e servito una cena speciale ai fruitori della mensa Caritas in San Domenico. Ma l’evento di ieri, venerdì 21 maggio, non si è limitato a questo pur prezioso servizio.

Tutti nella stessa barca. Come gli italiani anche molti rifugiati, impiegati soprattutto nella ristorazione o nel settore alberghiero, hanno perso il lavoro a causa della pandemia. Molti sono rimasti esclusi dall’accesso agli ammortizzatori sociali e sono tornati a chiedere cibo e sostegno economico alla mensa romana del Centro Astalli.