Povertà

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(Londra) «Prego per la premier Theresa May e per gli altri politici ogni giorno. Sono sicuro che a pagare il prezzo di un'uscita senza accordo dall'Unione europea saranno i più poveri e vulnerabili». È il primate anglicano Justin Welby, in un'intervista con la radio cristiana «Premier Christian Radio», a lanciare l'allarme contro il «no deal».

Firenze ha accolto una nuova opera d’arte: è «homeless Jesus», scultura bronzea dell’artista canadese Timothy Schmalz. La statua raffigura un senza tetto sdraiato su una panca: chi si siede accanto a lui scopre, dai segni delle stimmate, la sua vera identità. Una «traduzione visiva» del Vangelo di Matteo: «tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me».

Prosegue senza sosta ed in ogni parte d'Italia il lavoro delle «Unità di strada», squadre di sorelle e fratelli attivi nelle Misericordie d'Italia che, in accordo con i servizi sociali dei vari Comuni, assistono in strada i senzatetto offrendo loro cibo, bevande calde, coperte ed altri generi di conforto. Si tratta di un aiuto costante in queste fredde notti invernali rivolto a chi non ha un tetto dove ripararsi volto anche ad accompagnare queste persone verso gli asili notturni.

«Nell’ascolto del grido dei poveri, che corrisponde allo sguardo rivolto alla luce di una stella, ci è dato infatti di riscoprire il cuore dell’esistenza umana, ciò che è essenziale per ciascuno e quindi ciò che è fondamento per tutti». Sono le parole del cardinale Giuseppe Betori nella Messa per la festa dell'Epifania, celebrata questa mattina nella Cattedrale di Firenze.

Il servizio di accoglienza invernale per i senza fissa dimora predisposto dall’Amministrazione comunale e gestito da Caritas - attivo dal 1 dicembre - viene potenziato in queste nottate di freddo più intenso con il raddoppio delle Unità di strada. E l’assessore al Welfare Sara Funaro rinnova l’appello ai fiorentini a segnalare i senza dimora in strade e giardini per far intervenire gli operatori.

«La morte, in una sola giornata, di due senza dimora, a Roma e Milano, invita tutti a non restare indifferenti nel tentativo di evitare che l’ondata di freddo prevista – e il clima rigido che ci attende fino alla fine dell’inverno – provochi nuove vittime. Ognuno può intervenire, aiutando in diversi modi». Così la Comunità di Sant’Egidio lancia «un appello urgente per portare coperte, cappelli di lana, sacchi a pelo ed altri generi di conforto utili ad affrontare il gelo notturno o anche per aggiungersi ai volontari che già effettuano le loro visite itineranti ai senza dimora».