Povertà

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Più povertà, forte rischio di dispersione scolastica per i più piccoli, situazione complessa per le persone fragili e gli anziani che hanno subito più di altri la quarantena relazionale e aumento delle disuguaglianze. Sono le conseguenze sociali ed economiche della pandemia già evidenti nelle fasce più deboli della popolazioni. 

“Sono 4 milioni i nuovi poveri che con l’aggravarsi della situazione economica ed occupazionale in autunno saranno costretti addirittura a chiedere aiuto per il cibo da mangiare nelle mense o soprattutto con la distribuzione di pacchi alimentari”. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti in riferimento agli ultimi dati Istat sull’occupazione in Italia che, con il crollo di 600mila posti di lavoro da febbraio a giugno, confermano la crisi causata dall’emergenza coronavirus.

È stato presentato oggi a Padova, nella sede di Medici con l’Africa Cuamm, il progetto “Italian Response to Covid-19”: l’intervento è parte di un piano strutturato sviluppato da Cuamm in Italia che valorizza una rete di volontari, professionisti e formatori sanitari collegati all’organizzazione, per portare avanti la risposta al Covid-19 in chiave preventiva, con un’attenzione particolare alle comunità più fragili ed emarginate. 

Domani la terza consegna dei prodotti donati dalla fondazione Il Cuore si scioglie al Vaticano. la donazione sarà presa in carico dall’elemosiniere di papa Fancesco, Konrad Krajewski, che la diffonderà a chi ha più bisogno. La fondazione era già stata a Roma il 19 dicembre 2019 e  il 16 gennaio 2020 ed aveva donato ogni volta 55 quintali di generi alimentari e alcune decine di coperte

Parte oggi il “pronto intervento famiglie” promosso dalla Cei: una rete di 63 consultori con oltre 300 operatori disseminati su tutto il territorio nazionale per accogliere i bisogni dei nuclei familiari provati dall’emergenza pandemia e aiutarli a ripartire. Attivo il numero nazionale 0681159111 e, per le persone con disabilità, l’indirizzo e-mail pastoraledisabili@chiesacattolica.it.

Il 34% delle persone che si sono rivolte alle Caritas diocesane nel periodo del lockdown sono “nuovi poveri”, ossia persone che si sono rivolte per la prima volta alle strutture ecclesiali. Con la riapertura si è registrato un piccolo segnale positivo: nel 28,4% delle 169 Caritas diocesane interpellate, pari al 77,5% del totale (sono 218 le Caritas in Italia), si è registrato un calo delle domande di aiuto. 

“Garantire l’attuazione di politiche che contribuiscano a ricevere i rifugiati in modo dignitoso e sicuro; garantire ai rifugiati beni primari quali cibo, acqua e assistenza sanitaria, consentendo loro di vivere una vita dignitosa; garantire ai rifugiati e agli sfollati interni l’accesso a condizioni di vita sicure specialmente in questo periodo di pandemia”: sono le richieste di Caritas Internationalis lanciate dal suo segretario generale Aloysius John in un messaggio diffuso oggi in vista della Giornata mondiale del rifugiato di domani.