Protezione civile

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Amatrice oggi si presenta così, come un cumulo di macerie. È il momento delle lacrime  di chi piange i propri cari, di ha visto i sacrifici di una vita spazzati via in pochi attimi. Ma è anche il tempo della solidarietà, della vicinanza e della preghiera per ridare fiato e speranza ai colpiti di questa tragedia. Anche questa volta la Chiesa italiana sarà in prima linea nella assistenza alle popolazioni colpite. In sinergia con le Istituzioni e senza inutili protagonismi. Amatrice vuole rinascere.

Ad Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto queste forse sono le ore più dolorose. Si continua ancora a scavare, senza sosta, con ogni mezzo a partire dalle mani, perché non bisogna mai perdere la speranza. Lo dimostrano le 290 persone finora estratte dalle macerie dai vigili del fuoco e dal soccorso alpino, ma tutti sanno che più passa il tempo più diventa improbabile trovare persone ancora in vita sotto i detriti

Arrivata a Rieti nella tarda serata di ieri, la Colonna mobile della Protezione civile regionale, accompagnata dall'assessore all'ambiente Federica Fratoni, è stata raggiunta alle 4 di notte dalle 130 persone e dai 50 mezzi messi a disposizione dalla sanità toscana. Saranno due i campi allestiti dalla Toscana.

Le attività di ricerca delle persone rimaste sotto le macerie sono proseguite nel corso di tutta la notte e proseguono tuttora. Il tragico bilancio delle vittime, comunicato dalle Prefetture di Rieti e Ascoli Piceno, si è aggravato: 190 sono i morti in provincia di Rieti, 57 quelli in provincia di Ascoli Piceno.