Religioni

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«Oggi è stupendo festeggiare la libertà, è una cosa meravigliosa. Ma si può perdere la libertà dalla sera alla mattina, e questo è dovuto proprio all’indifferenza. E noi - ebrei, cristiani, musulmani - dobbiamo fare in modo che i popoli siano rispettosi delle nostre religioni e non dare tutto per scontato». Sono le parole di Ronald Lauder, presidente del World Jewish Congress, nell'incontro che ieri, nella festa del 25 aprile, ha anticipato l'apertura della quarta edizione del Festival delle Religioni, a Firenze.

Mercoledì 3 aprile Papa Francesco, all’udienza generale, ha riflettuto sul suo viaggio apostolico in Marocco. Qualcuno può domandarsi - ha esordito - perché il Papa va dai musulmani e non solamente dai cattolici? Perché ci sono tante religioni e come mai ci sono tante religioni? Perché Dio permette che ci siano tante religioni?

A Firenze, stasera, la prima «cena interreligiosa», organizzata dal comune di Firenze insieme alle comunità religiose e alle tradizioni spirituali presenti sul territorio fiorentino dalle 19 in poi, presso il Teatro Del Sale, per accogliere i più bisognosi. Sulla scia dell'entusiasmo suscitato da «Firenze comunità in cammino», la prima camminata con le comunità religiose a cui hanno partecipato oltre 2mila persone, è nata l'idea della prima «cena interreligiosa». 

«Fedi in gioco a scuola» è il titolo della rassegna cinematografica sul dialogo interreligioso promossa dall'Acec - con il supporto di Miur e Mibac - per educare gli studenti italiani e i loro compagni immigrati all'incontro e al confronto. Il tutto attraverso il linguaggio cinematografico. Per scoprire, anche attraverso i film, l'assurdità di pregiudizi, razzismi, discriminazioni e per lavorare sui concetti di pace, solidarietà, responsabilità e non violenza, valori base della cittadinanza inclusiva.

«Le risposte sono ciò che auspico possa emergere in questa Conferenza: risposte concrete al grido della terra e al grido dei poveri». Lo ha chiesto Papa Francesco incontrando questa mattina i partecipanti alla Conferenza Internazionale «Religions and the Sustainable Development Goals (SDGs): Listening to the cry of the earth and of the poor», promossa dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, dal 7 al 9 marzo. 

Abbiamo chiesto a mons. Piero Coda, esperto di dialogo, una lettura «teologica» del Documento sulla Fratellanza Umana alla luce del Concilio Vaticano II. «Le religioni - spiega - non sono un sistema chiuso, dato una volta per tutte, ma sono in cammino, crescono: lo Spirito di Dio incalza e noi lo dobbiamo ascoltare e assecondare».

Un manifesto in nove punti che definisce i diritti e garantisce, oltre alle cure, il rispetto della dignità e il supporto religioso e spirituale per chi si trova nella fase finale della vita in strutture sanitarie. È il manifesto interreligioso dei diritti nei percorsi di fine vita presentato e firmato questa mattina a Roma, nel Complesso monumentale del Santo Spirito a Roma, frutto di particolare sensibilità nei confronti del dialogo interreligioso in ambito sanitario e volto a creare un percorso che porti ad impegni concreti.