Religioni

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“Dichiariamo in nome di tutti e di ognuno dei nostro credo che la schiavitù moderna – in termini di tratta delle persone, lavoro forzato, prostituzione e traffico di organi – è un crimine di “lesa umanità”. Così Papa Francesco ha aperto l’incontro per la firma della dichiarazione dei leader religiosi contro la schiavitù tenuto in Vaticano, nella Casina Pio IV, e promosso dal Global Freedom Network. Cristiani, ebrei, musulmani, indù e buddisti si sono impegnato a fare di tutto per sradicare, entro il 2020, le moderne forme di schiavitù e il traffico delle persone.

“Uccidere in nome di Dio è un grande sacrilegio! Nessuno può usare il nome di Dio per commettere violenza! La religione autentica è fonte di pace e non di violenza!” Papa Francesco lo ha sottolineato a Tirana, incontrando nella sede dell’Università cattolica i rappresentanti delle 5 maggiori comunità religiose dell’Albania. A musulmani, bektashi (confraternita islamica di derivazione sufi), cattolici, ortodossi ed evangelici, il Papa ha ricordato come “l’intolleranza verso chi ha convinzioni religiose diverse dalle proprie sia un nemico molto insidioso, che oggi purtroppo si va manifestando in diverse regioni del mondo”.

(dall'inviata Sir ad Anversa) - «La guerra si vince solo con la pace. Quando non si riesce a immaginare le vie della pace, restano solo le macerie e l'odio. Occorre avere l'audacia di pensare la pace, perché o il futuro è la pace o non c'è più futuro, sia per chi vince sia per chi perde». Lo scrivono i leader delle religioni mondiali - ebrei, cristiani, musulmani, seguaci delle religioni indiane e orientali - nell'Appello di pace 2014 che è stato letto questa sera al termine dell'incontro interreligioso promosso dalla Comunità di Sant'Egidio ad Anversa.

(dall'inviata Sir ad Anversa) - «Mai più sole, sempre insieme, sempre in contatto» perché in «un mondo complesso», attraversato dai conflitti è importante che «le religioni siano insieme». Lo ha detto Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio, nella conferenza stampa a conclusione dell'incontro delle Religioni per la pace che si è svolto quest'anno ad Anversa.

“La vita è un cammino, un cammino lungo, ma un cammino che non si può percorrere da soli. Bisogna camminare con i fratelli alla presenza di Dio”. Poche parole, pronunciate a braccio, ma dense di significato: Papa Francesco incontra i leader religiosi a Seoul, prima della fine del suo viaggio apostolico nella Repubblica di Corea, e li chiama “fratelli”. Gesti e parole si intrecciano così per offrire al mondo – stanco delle divisioni – un’istantanea chiara: siamo tutti membri della famiglia umana e ciascuno è chiamato a contribuire nella costruzione di una società più giusta e solidale.

Dopo la biciclettata inaugurale di lunedì 28 aprile, partirà ufficialmente domani la tre giorni del «Festival delle Religioni»: un lungo week-end dedicato al tema «incontrandoci su ciò che ci divide» e che proporrà, in centri culturali e luoghi di culto della città, numerosi appuntamenti di assoluto prestigio.