Religioni

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«Le armi non bastano per lottare contro il terrorismo. C'è una dimensione spirituale fondamentale nella lotta al terrorismo. Bisogna togliere il nome di Dio alla bocca dei terroristi». Lo ha detto Andrea Riccardi, fondatore della comunità di Sant'Egidio, tracciando questa mattina con i giornalisti un bilancio della 27ma edizione dell'Incontro internazionale per la pace che si conclude oggi a Roma con una preghiera e un appello per la pace in piazza del Campidoglio.

Il simposio promosso dall’associazione Rondine Cittadella della Pace, giunto alla seconda edizione, e che verrà presentato venerdì 12 luglio ad Arezzo. Insieme a relatori quali l’ambasciatore Sandro De Bernandin, il fondatore di Unimed (università mediterranee) Franco Rizzi, al presidente di «Rondine» Franco Vaccari, interverranno anche diversi studenti provenienti da Egitto, Libia e Tunisia che hanno preso parte alla prima fase del progetto stesso portando la loro visione e le testimonianze dirette della situazione dei loro Paesi di provenienza

«Ho sentito questa mattina che delle moschee sono state attaccate dopo l’uccisione del soldato di ieri sera. Il modo in cui i media hanno raccontato il terribile omicidio ha scatenato una rabbia e un antagonismo che non sempre sono appropriati in queste circostanze». A parlare è Jon Dal Din, diacono nella parrocchia di st. Vincent de Paul, nell’arcidiocesi di Southwark, dove si trova il quartiere londinese di Woolwich, teatro dell’attacco.

«Nessuna pace duratura è possibile senza il pieno riconoscimento della dignità umana da cui ogni libertà, compresa la libertà religiosa, deriva». Lo scrivono i leader religiosi d'Europa riuniti nel Consiglio europeo delle religioni per la pace (Ecrl) nella «Dichiarazione di Vienna» che è stata diffusa oggi al termine di un incontro che si è svolto il 7 e 8 maggio nella capitale austriaca

Nasce a Vienna, per iniziativa del Regno dell’Arabia Saudita, della Repubblica dell’Austria e del Regno di Spagna il “Centro internazionale per il dialogo interreligioso e interculturale re Abdullah Bin Abdulaziz”. La Santa Sede ha accolto l’invito ad aderire nella qualità di “osservatore fondatore”, e una sua qualificata delegazione sarà presente alla cerimonia di inaugurazione.