Religioni

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Si celebrerà il 23 febbraio, primo venerdì di Quaresima, una Giornata di preghiera e digiuno per la pace, in particolare per il Sud Sudan e la Repubblica Democratica del Congo.  L’iniziativa è stata lanciata da Papa Francesco durante l’Angelus di domenica 4 febbraio.Dal Consiglio mondiale delle Chiese alla Comunione anglicana, ai musulmani della Coreis in Italia tante le risposte positive.

«Contrastare la via della violenza». A questo «imperativo sono chiamate, anzitutto e oggi in particolare, le religioni». Lo ha detto il Papa, che ricevendo in udienza nella Sala Clementina i partecipanti alla Conferenza «Tackling violence committed in the name of religion» ha definito «imprescindibile escludere qualsiasi assolutizzazione che giustifichi forme di violenza».

«La promozione del dialogo, della riconciliazione e della cooperazione non possono essere date per scontate». Ne è convinto il Papa, che ricevendo oggi in udienza gli ambasciatori di Yemen, Nuova Zelanda, Swaziland, Azerbaijan, Ciad, Liechtenstein e India, in occasione della presentazione delle lettere credenziali, ha affermato che «la delicata arte della diplomazia e l’arduo lavoro della costruzione di una nazione devono essere sempre nuovamente imparate da ogni nuova generazione».

Dal gioioso incontro con i leader religiosi del Myanmar, alla profonda emozione provata nell’arcivescovado di Dhaka, chiedendo perdono ai profughi rohingya per l’indifferenza del mondo. Sono stati numerosi gli argomenti toccati da Papa Francesco nel corso della consueta conferenza stampa sul volo di rientro dal suo ventunesimo viaggio internazionale, il terzo in Estremo Oriente. Sollecitato dalle domande dei giornalisti, Francesco ha ripercorso le tappe fondamentali che hanno scandito i sui giorni da pellegrino di pace in Myanmar e poi in Bangladesh.

Si è concluso con una dimostrazione concreta della «cultura dell’incontro» l’incontro interreligioso ed eumenico nell’arcivescovado di Dacca. Il Papa ha infatti abbracciato 16 Rohingya (12 uomini, 4 donne tra cui 2 bambine), in rappresentanza dei 700mila profughi accolti nel campo di Cox’s Bazar. Nel suo discorso forte appello a non u8sare le religioni per creare odio e violenza.