Buddismo

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«È mio vivo desiderio che buddisti e cattolici intensifichino il loro rapporto, progrediscano nella reciproca conoscenza e nella stima delle rispettive tradizioni spirituali, e siano nel mondo testimoni dei valori della giustizia, della pace e della tutela della dignità umana». Lo ha detto il Papa, ricevendo questa mattina, prima dell'udienza generale, nell'auletta dell'Aula Paolo VI, una delegazione buddista dalla Thailandia.

L'Italia a colori. Aperta al dialogo e all'incontro per dire in questo tempo di paure ed incertezza che «si può, anzi, si deve lavorare insieme», per la pace, la giustizia, la fraternità. È questo il messaggio che i partecipanti al convegno in corso oggi a Roma su «Dharma e Logos», monaci e rappresentanti di cinque tradizioni di fede diverse, cristiani, buddisti, induisti, giainisti e sikh vogliono lanciare al nostro Paese.

«Promuovere una cultura libera dalla corruzione», fenomeno che «comporta l'abuso di posizioni di potere per un guadagno personale, sia nel settore pubblico sia nel privato» ed è diventato «uno scandalo così esteso nel mondo di oggi» che le Nazioni Unite hanno indicato il 9 dicembre come la Giornata internazionale contro la corruzione. È l'appello rivolto dal Pontificio Consiglio per il dialogo religioso ai buddisti, in occasione degli auguri per la festività di Vesakh, che si celebra il 29 maggio.

A guidare la lista dei 50 Paesi dove i cristiani sono più perseguitati, sono la Corea del Nord e l'Afghanistan. Nelle «top ten» ci sono però anche Somalia, Sudan, Pakistan, Eritrea, Libia, Iraq, Yemen e Iran. È in Pakistan che la persecuzione ha i connotati più violenti in assoluto.

«Il nostro incontro è un’importante occasione per rinnovare e rafforzare i legami di amicizia e rispetto tra buddisti e cattolici». Lo ha detto il Papa, nel discorso (testo integrale) pronunciato durante l’incontro con il Consiglio supremo «Sangha» dei monaci buddisti, al Kaba Aye Center di Yangon, uno dei templi buddisti più venerati dell’Asia sudorientale.

«Quest’anno vogliamo riflettere con voi sulla necessità urgente di promuovere una cultura di pace e non violenza». Lo si legge nel messaggio del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, a firma del suo presidente, card. Jean-Louis Cardinal Tauran, e del segretario, mons. Miguel Ángel Ayuso Guixot, in occasione della festa del Vesakh/Hanamatsuri 2017, la più importante per i buddisti.

Un «patto» tra cattolici, buddisti, induisti per la terra, «preziosa casa della vita» nella comune preoccupazione di difenderla dalla minaccia di un clima che cambia velocemente, da stili di vita che la sfruttano e sistemi economici che provocano nelle popolazioni sofferenze, povertà, migrazioni forzate. Attorno a questo comune impegno per l’ambiente si sta svolgendo oggi a Roma una giornata d’incontro interreligioso dal titolo «Quale futuro per la casa comune? – Esperienze e riflessioni interreligiose su uomo e ambiente».