Ebrei

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Alla vigilia della Giornata (27 gennaio), parla  Renzo Gattegna, presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei). La conferma che dall'Italia non c'è una fuga verso Israele, come accade in altri Paesi europei: «Le sinagoghe sono aperte, le scuole sono affollate, il calendario di eventi culturali è fitto». Crescono la conoscenza e il rispetto, ma «guai a sederci sugli allori!»

Frans Timmermans, olandese, vice presidente vicario della Commissione: «La competenza in materia di sicurezza è degli Stati membri. Come Commissione stiamo però facendo il possibile per coordinare gli interventi e per fornire una risposta di scala europea». Precisa che «Schengen non è in discussione» e che c'è il problema «di vigilare sulle frontiere esterne».

Dagli uomini di religione una risposta ferma e convinta. Dalil Boubakeur, presidente del Consiglio francese del culto musulmano: «In piazza per affermare il nostro desiderio di vivere insieme in pace, nel rispetto dei valori della Repubblica». Analogo slancio dalle Chiese protestanti. Prime voci di vescovi cattolici e inviti a momenti pubblici di preghiera. In tutti il desiderio di convivenza pacifica.

Un incontro cordiale e ricco di significato attraversato soprattutto dalla comune preoccupazione per la persecuzione dei cristiani in Medio Oriente. Così oggi l’Unione delle comunità ebraiche in Italia definisce l’incontro di Papa Francesco ieri con il World Jewish Congress alla vigilia del capodanno ebraico, che gli ebrei di tutto il mondo celebreranno mercoledì prossimo. 

Centinaia di eventi tra visite guidate, spettacoli, concerti, mostre d'arte, conferenze, degustazioni, escursioni e attività per bambini: domenica 14 settembre torna la Giornata europea della cultura ebraica, la manifestazione coordinata e promossa in Italia dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane che «apre le porte» di sinagoghe, musei e quartieri ebraici, invitando a scoprire i luoghi, la storia e la cultura ebraica di ieri e di oggi.