Ebrei

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«"Adamo, dove sei?". Dove sei, uomo? Dove sei finito? In questo luogo, memoriale della Shoah, sentiamo risuonare questa domanda di Dio: "Adamo, dove sei?"». Così Papa Francesco, nella visita compiuta questa mattina al memoriale di Yad Vashem a Gerusalemme: nella domanda «c'è tutto il dolore del Padre che ha perso il figlio».

Il Colosseo si spegne per accendere i riflettori sui cristiani perseguitati nel mondo e fatti oggetto di discriminazione. Giovedì 15 maggio alle ore 19.45 la Comunità di Sant’Egidio e la Comunità Ebraica di Roma, con il sostegno del sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino, si riuniranno sotto l’Anfiteatro Flavio assieme alla cittadinanza per esprimere solidarietà ai cristiani che rischiano la vita per professare la propria religione.

Accompagnatemi con la preghiera per il prossimo viaggio a Gerusalemme. Lo ha chiesto il Papa, parlando all'American Jewish Committee. Nel discorso Papa Francesco ha rilevato con piacere le buone relazioni con il mondo ebraico, a partire dal Concilio Vaticano II. Accanto al dialogo, segnato dalla relazione con Dio, è importante anche rilevare come ebrei e cristiani possano agire insieme per la costruzione di un mondo più giusto e fraterno. Infine, affinché i nostri sforzi non risultino vani, è importante impegnarci a trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio di conoscenza reciproca, di stima e di amicizia costruito in questi anni grazie anche all'impegno di associazioni come la vostra.

Incontrando una delegazione del Centro Wiesenthal per la difesa dei diritti umani Papa Francesco ha ribadito la condanna della Chiesa per ogni forma di antisemitismo. Tuttavia, ha aggiunto, il problema dell'intolleranza va affrontato nel suo insieme perché dove una qualsiasi minoranza è minacciata, è in pericolo il bene di tutta la società. Quindi dobbiamo unire le forze per favorire una cultura dell'incontro, del rispetto, della comprensione e del perdono reciproci. Per farlo occorre un'allenza tra le generazioni: non solo passaggio di conoscenze ma trasmettere ai giovani la passione per l'incontro e il dialogo con l'altro.

Come Vescovo di Roma, sento particolarmente vicina la vita della Comunità ebraica dell'Urbe, ha detto oggi Papa Francesco ricevendo i rappresentanti della Comunità. Papa Francesco ha ricordato che fra pochi giorni ricorre il 70esimo anniversario della deportazione degli Ebrei di Roma -- ed ha consegnato uno speciale messaggio su questa vicenda -- sottolineando poi che l'aiuto fornito alla popolazione ebraica dai cattolici romani, singoli ed istituzioni religiose, molto prima dell'apertura segnata dal Concilio Vaticano II, vuol dire che si ebbeil coraggio di fare ciò che in quel momento era la cosa giusta: proteggere il fratello, che era in pericolo.