Ebrei

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“Promuovere la cultura e favorire dovunque la libertà di culto, anche proteggendo i credenti e le religioni da ogni manifestazione di violenza e strumentalizzazione, sono i migliori antidoti contro l’insorgere dell’odio”. E’ la riflessione che Papa Francesco ha rivolto alla delegazione dell’Anti-Defamation League. L’appuntamento, nel solco di precedenti incontri avvenuti sia con Giovanni Paolo II sia con Benedetto XVI, ha fornito al Pontefice l’occasione di ribadire la ferma volontà della Chiesa cattolica di compiere ogni sforzo per “respingere le tendenze antisemite”, oggi purtroppo ancora diffuse. 

«Se la cultura dell’incontro e della riconciliazione genera vita e produce speranza, la non-cultura dell’odio semina morte e miete disperazione». Lo ha ribadito il Papa, ricevendo oggi in udienza, nella Sala dei Papi, i membri di una delegazione della «Anti-Defamation League», organizzazione che intrattiene rapporti con la Santa Sede dal tempo del Concilio Vaticano II. 

Si celebra domani, 27 gennaio, il Giorno della memoria. È la data simbolo della fine delle persecuzioni nazifasciste in Europa, perché quel giorno del 1945 i soldati dell’esercito sovietico entrarono nel campo di Auschwitz-Birkenau. Alberto Mieli è uno degli ultimi deportati romani, nei campi di sterminio nazisti, ancora in vita. «Ho avuto la fortuna o la sfortuna - dice - di vedere l’apice della cattiveria, della brutalità, della malvagità dell’uomo. Dove può arrivare l’uomo a fare cose contro un suo simile».

Una riflessione in occasione della XXVIII Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, fissata al 17 gennaio di ogni anno: come il portale di apertura della Settimana di preghiera per l’unità dei credenti in Cristo, come il primo, insostituibile movimento di una sinfonia, i cui legami meritano ancora di essere scoperti, approfonditi, valorizzati.

Un accorato appello a porre fine ad ogni violenza e a costruire un mondo di giustizia e pace è stato lanciato dal segretario generale del Consiglio mondiale delle Chiese Rev. Olav Fykse Tveit. Cordoglio e piena solidarietà ai cristiani del Cairo sono stati espressi anche da Ronald S. Lauder, presidente del Congresso ebraico mondiale (Wjc).

«Le religioni non devono mai essere strumentalizzate e mai possono prestare il fianco ad assecondare conflitti e contrapposizioni». È il monito del Papa, durante l’incontro di ieri a Baku con il presidente del Consiglio dei musulmani del Caucaso, i capi religiosi locali della Chiesa ortodossa russa e delle Comunità ebraiche (testo integrale).

«Spero che la sua memoria e i molti anni di servizio ispireranno tutti noi a lavorare con sempre maggiore urgenza per la pace e la riconciliazione tra i popoli». Sono le parole con cui il Papa, in un telegramma di cordoglio inviato oggi al presidente dello Stato di Israele, Reuven Rivlin, ricorda l’ex primo ministro israeliano e Nobel per la Pace Shimon Peres, morto all’età di 93 anni.