Islam

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Il simposio promosso dall’associazione Rondine Cittadella della Pace, giunto alla seconda edizione, e che verrà presentato venerdì 12 luglio ad Arezzo. Insieme a relatori quali l’ambasciatore Sandro De Bernandin, il fondatore di Unimed (università mediterranee) Franco Rizzi, al presidente di «Rondine» Franco Vaccari, interverranno anche diversi studenti provenienti da Egitto, Libia e Tunisia che hanno preso parte alla prima fase del progetto stesso portando la loro visione e le testimonianze dirette della situazione dei loro Paesi di provenienza

«È giunto il momento che i Parlamenti, le istituzioni educative e tutto il mondo dell‘istruzione alzino la voce su quello che potrebbe accadere presto a Gaza, facendosi ascoltare anche dai leader politici palestinesi: le nostre scuole sarebbero messe in crisi dalle nuove misure disposte da chi esercita il potere politico nella Striscia». Così padre Faysal Hijazin, responsabile delle scuole del Patriarcato latino di Gerusalemme chiama alla mobilitazione internazionale il mondo dell‘istruzione a difesa delle 5 scuole cristiane operanti nella Striscia di Gaza, che rischiano di essere pesantemente penalizzate da recenti provvedimenti del governo egemonizzato dagli islamisti di Hamas.

«Il problema non è trovare un minimo comune denominatore che vada bene a tutti ma semmai, è il contrario perché l'obiettivo è alto. È in gioco la costruzione di un umanesimo nuovo a cui le religioni possono e devono dare il loro contributo in quanto portatrici di valori». Lo dice monsignor Gino Battaglia, direttore dell'Ufficio Cei per l'ecumenismo e il dialogo, a margine dell'incontro dei vescovi e delegati delle Conferenze episcopali d'Europa per le relazioni con i musulmani promosso dal Ccee che si conclude oggi a Londra.

«I credenti perché sanno che ‘l'uomo non vive di solo pane', sono coscienti che devono dare un loro specifico contributo nella vita quotidiana e che lo devono fare insieme, non come competitori, ma come pellegrini verso la verità». Lo ha detto il cardinale Jean Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, intervenendo ieri sera a Londra al 3° incontro dei vescovi e delegati delle Conferenze episcopali d'Europa per le relazioni con i musulmani che si concluderà domani.

Per vent’anni il Mali ha rappresentato per l’Africa il sogno del passaggio dalla dittatura alla democrazia. Oggi quel sogno si è bruscamente interrotto con un terribile intreccio di fondamentalismo, miseria, interessi economici e politici. L'Europa e la stessa Cedeao guardano con apprensione l'avanzate dei ribelli tuareg che, giocando sugli squilibri locali, può diffondersi nel Sahel e nel Maghreb con effetti destabilizzanti.

I capi delle Chiese cristiane in Egitto non sosterranno il boicottaggio del Referendum sulla bozza di Costituzione - in programma il 15 e il 22 dicembre - al centro del conflitto politico e sociale che agita da settimane il grande Paese nord-africano. La raccomandazione proveniente dai vertici ecclesiali è di recarsi alle urne, esprimendo il proprio voto in libertà e secondo coscienza.

Sono iniziate il 12 dicembre, le operazioni di voto per il referendum sulla nuova Costituzione per gli egiziani espatriati. Sono oltre mezzo milione, sparsi in più di 160 Paesi, gli aventi diritto iscritti nelle liste elettorali che potranno esprimere il loro voto nei seggi allestiti nelle ambasciate e nei consolati egiziani. I residenti nel Paese, invece, saranno chiamati a votare sabato 15 e 22 dicembre, a seconda delle regioni.