Islam

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«Gli stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2017 che professano la religione cristiana ortodossa si confermano come l’anno precedente i più numerosi (oltre 1,6 milioni, +0,7%), seguiti dai musulmani (poco più di 1,4 milioni, -0,2%) e dai cattolici (poco più di un milione, -0,1%)». Questo il quadro offerto secondo le più recenti stime di Fondazione Ismu.

Il cardinale Giuseppe Betori spiega le motivazioni che hanno portato all’accordo con il Comune di Sesto, l’Università di Firenze e la Comunità islamica per la costruzione di una moschea. Alla diocesi la disponibilità di costruire ambienti per il culto e la pastorale in area universitaria.

A guidare la lista dei 50 Paesi dove i cristiani sono più perseguitati, sono la Corea del Nord e l'Afghanistan. Nelle «top ten» ci sono però anche Somalia, Sudan, Pakistan, Eritrea, Libia, Iraq, Yemen e Iran. È in Pakistan che la persecuzione ha i connotati più violenti in assoluto.

Non c'è pace in Nigeria, dove continuano gli attacchi alle chiese e alle moschee, le rapine a mano armata e i rapimenti, tra cui sei religiose nigeriane di cui non si hanno più notizie da un mese e mezzo. La desolazione e gli appelli del card. John Olorunfemi Onaiyekan, arcivescovo di Abuja: «Siamo tutti sotto attacco, cristiani, musulmani, gente di altre tribù. Tutti soffriamo a causa della scarsa sicurezza».

È il tema dell’accoglienza quello che il cardinale Giuseppe Betori ha sottolineato nel suo incontro con i giornalisti per lo scambio di auguri prima di Natale. Ma è stata anche l'occasione per far chiarezza sulla vicenda del terreno ceduto per costruire la moschea a Sesto e per sottolineare l'impegno della Chiesa fiorentina a favore dei più poveri.

È il presidente della Repubblica del Bangladesh, Abdul Harmid, nel discorso di benvenuto al Papa Francesco ad usare per la prima volta nel corso di questo viaggio in Asia del Papa la parola «rohingya». «È nostra comune responsabilità - ha detto Harmid - assicurare loro un ritorno a casa sicuro, sostenibile e dignitoso e un’integrazione nella vita sociale, economica e politica del Myanmar».