Resistenza

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<<Non va mai dimenticato che la volontà di potenza può spingersi fino a produrre un'ideologia di annientamento di chi è diverso, estraneo, visto come potenzialmente nemico. Non va dimenticato che quanti sottovalutano la violenza, alla fine se ne rendono complici. Non vanno ignorati rigurgiti di intolleranza, di odio razziale, di fanatismo che pure si manifestano nelle nostre società e nel mondo, a volte attraverso strumenti moderni e modalità inedite. La memoria degli eventi più tragici e dolorosi della nostra storia costituisce un richiamo incessante per le coscienze>>. Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio in occasione del 76.mo anniversario della strage nazista di Sant'Anna di Stazzema.

“Il 25 aprile è la festa che ci ricorda i valori su cui è fondata la nostra Repubblica: l’antifascismo, la libertà e la democrazia. È il giorno in cui ogni anno, oltre a celebrare la Liberazione d’Italia dal regime fascista e dall’occupazione militare tedesca, si ricorda il sacrificio e la resistenza di un popolo che, stremato da anni di guerra e ingiustizie, riuscì a riscoprire la sua libertà e a riconquistare la sua indipendenza”. David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, celebra il 25 aprile con una lettera all’Anpi e un videomessaggio ai cittadini europei. 

Il presidente della Federazione italiana volontari della libertà ricorda il sacrificio dei partigiani e la lotta popolare per la ricostruzione etica e morale dell’Italia, piegata dal ventennio fascista e dalla guerra mondiale. «L’idea che ci sia un bene comune che deve prevalere, al quale tutti dobbiamo contribuire, deve continuare a essere tenuta in grande evidenza anche in questa fase della vita del Paese».

«La storia insegna che quando i popoli barattano la propria libertà in cambio di promesse di ordine e di tutela, gli avvenimenti prendono sempre una piega tragica e distruttiva». Lo ha detto il capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel suo intervento a Vittorio Veneto per le celebrazioni del 25 aprile.

«A settantacinque anni di distanza dai venti mesi che segnarono prima la morte e poi la rinascita della Patria, stanno emergendo nuove sfide alla democrazia di dimensioni planetarie». Per questo, domani a Firenze, l'Associazione nazionale partigiani cristiani (Anpc) organizza il convegno «La Resistenza settantacinque anni dopo tra storia e sfide globali». 

In un momento storico in cui rigurgiti nazionalisti e mura di confine tornano tristemente d’attualità nelle democrazie occidentali, l’Istituto Storico della Resistenza in Toscana offre una serie di iniziative di riflessione sullo scontro fra fascismo e antifascismo nel contesto dell’Europa degli anni Trenta. Le guerre del regime, il conflitto epocale degli anni Quaranta non sono solo pagine del passato da ricordare in occasione di anniversari più o meno significativi, ma passaggi essenziali della nostra storia, oggi più che mai di richiamo attuale.