Resistenza

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Il presidente della Federazione italiana volontari della libertà ricorda il sacrificio dei partigiani e la lotta popolare per la ricostruzione etica e morale dell’Italia, piegata dal ventennio fascista e dalla guerra mondiale. «L’idea che ci sia un bene comune che deve prevalere, al quale tutti dobbiamo contribuire, deve continuare a essere tenuta in grande evidenza anche in questa fase della vita del Paese».

«La storia insegna che quando i popoli barattano la propria libertà in cambio di promesse di ordine e di tutela, gli avvenimenti prendono sempre una piega tragica e distruttiva». Lo ha detto il capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel suo intervento a Vittorio Veneto per le celebrazioni del 25 aprile.

«A settantacinque anni di distanza dai venti mesi che segnarono prima la morte e poi la rinascita della Patria, stanno emergendo nuove sfide alla democrazia di dimensioni planetarie». Per questo, domani a Firenze, l'Associazione nazionale partigiani cristiani (Anpc) organizza il convegno «La Resistenza settantacinque anni dopo tra storia e sfide globali». 

In un momento storico in cui rigurgiti nazionalisti e mura di confine tornano tristemente d’attualità nelle democrazie occidentali, l’Istituto Storico della Resistenza in Toscana offre una serie di iniziative di riflessione sullo scontro fra fascismo e antifascismo nel contesto dell’Europa degli anni Trenta. Le guerre del regime, il conflitto epocale degli anni Quaranta non sono solo pagine del passato da ricordare in occasione di anniversari più o meno significativi, ma passaggi essenziali della nostra storia, oggi più che mai di richiamo attuale.

Il 25 aprile l'Italia festeggia i 70 anni dalla Liberazione.  Fu lotta di popolo spontanea contro un’invasione nemica e che vide anche il contributo attivo di tanti cattolici. Basti pensare all’alto numero di sacerdoti uccisi, oltre 300 (191 dei quali per mano dei fascisti repubblichini.